Xantelasmi

Xantelasmi

Cosa sono gli xantelasmi?

Le hai notate allo specchio, delle macchie giallastre, morbide, di solito nell’angolo interno della palpebra superiore, vicino al naso. Non fanno male, non danno fastidio, non peggiorano la vista. Ma ci sono, si vedono, e con il tempo tendono ad allargarsi.

Si chiamano xantelasmi e sono la ragione per cui molte persone prenotano una visita oculistica.

Innanzitutto possiamo stare tranquilli, gli xantelasmi si possono togliere, in ambulatorio ed in anestesia locale. Dobbiamo sottolineare però che uno xantelasma non è mai solo un problema estetico, è un segnale che merita un inquadramento sistemico, anche quando gli esami del sangue sono nella norma.

Gli xantelasmi in breve

Che cosa sono
Placche giallastre e morbide sulla pelle delle palpebre, quasi sempre all’angolo interno, dovute a un accumulo di grassi nel derma superficiale.
Sono pericolosi?
No. Sono lesioni benigne: non si trasformano, non danneggiano l’occhio e non riducono la vista.
Cosa raccontano però
Circa la metà dei pazienti ha un’alterazione dei grassi nel sangue, e anche con valori normali gli xantelasmi si associano a un rischio cardiovascolare più alto. Vanno sempre accompagnati dagli esami.
Quali esami fare
Profilo lipidico completo, glicemia e funzionalità tiroidea, da valutare insieme al medico curante.
Vanno via da soli?
No, e non rispondono a creme o rimedi topici. Anche normalizzando il colesterolo la placca già formata resta.
Come si tolgono
Con l’escissione chirurgica o con il laser a CO2, in ambulatorio e in anestesia locale.
Quanto dura il recupero
Un giorno circa dopo il laser, con una crosticina sull’area trattata; sette-dieci giorni dopo l’escissione chirurgica, il tempo di rimuovere i punti.
Possono tornare?
Sì, la recidiva è possibile, soprattutto nelle forme estese o bilaterali e quando la dislipidemia non viene corretta.
C’è urgenza?
No. La rimozione si programma con calma: l’unica cosa da non rimandare sono gli accertamenti sul metabolismo dei grassi.

Hai notato delle placche gialle sulle palpebre? Potrebbe trattarsi di xantelasmi

Gli xantelasmi si possono trattare con un piccolo intervento ambulatoriale
📍 Brescia – 📍Montichiari – 📍Lonato del Garda – 📍Manerbio

anni
È la fascia di età più colpita dagli xantelasmi

Gli xantelasmi sono pericolosi?

No. Gli xantelasmi sono lesioni benigne, non si trasformano in tumori, non danneggiano l’occhio e non compromettono la vista. Non c’è nessuna urgenza a rimuoverli.

Quello che va valutato non è la lesione, ma cosa racconta. Circa la metà dei pazienti con xantelasmi presenta un’alterazione del metabolismo dei grassi, ossia colesterolo LDL elevato o HDL ridotto, e spesso lo xantelasma è il primo segno visibile.

Anche negli studi condotti su pazienti con profilo lipidico perfettamente normale, la presenza di xantelasmi risulta associata ad un aumentato rischio cardiovascolare se confrontato con la popolazione generale. Per questo motivo non bisogna limitarsi a togliere la lesione ma la visita comprende sempre l’indicazione ad eseguire ulteriori accertamenti in accordo con il proprio medico curante. Gli esami da fare solitamente comprendono:

  • Profilo lipidico completo
  • Glicemia
  • Funzionalità tiroidea.

Perchè sono comparsi proprio a me?

Lo xantelasma nasce da un accumulo di grassi nel derma superficiale della palpebra. Alcune cellule del sistema immunitario inglobano il colesterolo, si caricano di lipidi e si depositano attorno ai piccoli vasi ed è proprio questo che conferisce alla placca il caratteristico colore giallastro.

I fattori più frequentemente associati sono:

  • Familiarità: capita spesso che li avesse anche un genitore
  • Colesterolo alto: in particolare LDL elevate o HDL ridotte
  • Diabete
  • Ipotiroidismo
  • Sovrappeso: associato ad una alimentazione ricca di grassi saturi
  • Consumo abituale di alcol.

Ma il punto che sorprende la maggior parte dei pazienti è che si possono avere xantelasmi anche con valori di colesterolo perfettamente normali. Il meccanismo non dipende solo dai valori nel sangue, ma anche dalla permeabilità dei vasi della palpebra e da fattori genetici locali. Non è quindi vero che “basta abbassare il colesterolo e vanno via“, una volta formati non regrediscono da soli.

Gli xantelasmi colpiscono più frequentemente le donne, con un picco tra i 35 ed i 55 anni. La sede tipica è la palpebra superiore, nella porzione vicina al naso, spesso in modo simmetrico su entrambi gli occhi.

Xantelasmi sulle palpebre: placche giallastre nell'angolo interno della palpebra superiore e, più raramente, di quella inferiore; in sezione la pelle mostra l'accumulo di cellule cariche di grassi attorno ai piccoli vasi del derma

Vanno via da soli? Si possono trattare con le creme?

No, in entrambi i casi. Lo xantelasma non regredisce spontaneamente e non risponde a creme, pomate o rimedi topici. Anche portando il colesterolo a valori ottimali, la placca già formata resta. La dieta e la terapia con statine servono solamente a ridurre il rischio di nuove lesioni, non per fare sparire quelle esistenti.

Circolano in rete metodi a base di sostanze caustiche, come l’acido tricloroacetico applicato a domicilio ma sono pericolosi. La cute palpebrale è la più sottile del corpo ed un’ustione chimica in quella sede può esitare in cicatrici retraenti, discromie permanenti o alterazioni della posizione della palpebra, con conseguenze ben peggiori della macchia di partenza.

L’unica strada efficace è l’asportazione chirurgica in ambulatorio, eseguita in anestesia locale.

Come si tolgono?

La soluzione definitiva è l’asportazione delle lesioni e la scelta della tecnica dipende da tre elementi:

  • Profondità: se interessa solo la cute o si estende anche al muscolo sottostante, ossia il muscolo orbicolare. Nelle lesioni di spessore maggiore di 2mm la probabilità di recidiva dopo laser aumenta in modo significativo
  • Dimensione della placca
  • Numero di lesioni.

Le opzioni che abbiamo a disposizione sono:

  • Escissione chirurgica
  • Escissione con laser a CO2.

Escissione chirurgica

Questa è l’opzione più efficace, indicata per lesioni estese o profonde, quando lo xantelasma infiltra il muscolo orbicolare. La lesione viene asportata e la cute suturata seguendo le pieghe naturali della palpebra, in modo da nascondere il più possibile la cicatrice. Quando l’estensione lo consente, si associa anche la rimozione del materiale lipidico sottostante, che riduce la probabilità di recidiva.

  • Anestesia: locale
  • Durata: circa 20-30 minuti
  • Punti di sutura: rimossi dopo 10 giorni
  • Ripresa delle attività: circa 7-14 giorni per la risoluzione di edema ed ecchimosi
  • Risultato estetico: eccellente nella grande maggioranza dei casi.
Sezione della palpebra con xantelasma: le cellule cariche di lipidi si accumulano nel derma superficiale attorno ai piccoli vasi, al di sopra del muscolo orbicolare e del tarso, con indicazione del piano di escissione

Laser a CO2

L’escissione con laser a CO2 è indicata per lesioni piccole e superficiali, o quando si preferisce evitare la sutura. Il laser vaporizza la placca strato per strato. Nella maggior parte dei casi non lascia una cicatrice lineare, ma può produrre alterazioni della pigmentazione, come schiarimento o scurimento dell’area trattata, che nella maggior parte dei casi si attenuano nei mesi successivi.

  • Anestesia: locale
  • Durata: circa 20-30 minuti
  • Guarigione della crosticina: circa 7-10 giorni
  • Ripresa delle attività: il giorno dopo
  • Risultato estetico: buono, con maggiore variabilità rispetto all’escissione chirurgica ed un rischio del 15% di alterazioni della pigmentazione
  • Recidiva: circa il 10% a 12 mesi, significativamente più alta nelle lesioni di spessore superiore ai 2mm.
Asportazione xantelasmi, prima e dopo con risultato estetico

Cosa succede dopo il trattamento?

La domanda che mi viene fatta più spesso in ambulatorio non riguarda l’intervento, ma i giorni successivi. Dopo l’intervento è normale aspettarsi:

  • Prime 48 ore: è normale osservare gonfiore e livido dopo l’escissione, crosticina dopo il laser, in entrambi i casi dolore lieve, gestibile con i comuni antidolorifici. L’aspetto è quasi sempre più impressionante dell’intervento. Infine consiglio impacchi freddi già dalle prime ore
  • Prima settimana: il gonfiore si riduce. I punti si rimuovono entro la prima settimana, con il laser invece la crosticina cade da sola e non va staccata. Da evitare sforzi intensi, piscina e sauna
  • Primo mese: La zona resta rosata, è normale, non è il risultato finale. In questa fase è fondamentale utilizzare la protezione solare SPF50+ ogni giorno per 3-6 mesi, anche d’inverno. Le alterazioni della pigmentazione sono la complicanza più frequente dopo il trattamento degli xantelasmi ed il sole è ciò che le rende permanenti
  • Dopo 3-6 mesi: si comincia a vedere il risultato definitivo. La cicatrice segue le pieghe naturali della palpebra ed in genere non è riconoscibile. Le alterazioni della pigmentazione, quando compaiono, tendono ad attenuarsi.

Il trucco si può riprendere dopo circa una settimana, quando la ferita è chiusa o la crosticina è caduta. Nel frattempo il resto del viso non ha limitazioni. Per struccare l’area, tamponare senza sfregare.

Una delle cose più importanti è il massaggio della cicatrice, un accorgimento semplice, che richiede pochi minuti al giorno ma può fare davvero la differenza sul risultato finale. Una volta guarita la ferita, il massaggio quotidiano dell’area ammorbidisce il tessuto e favorisce una cicatrice più piatta e meno visibile. Ti mostro come farlo al controllo, e va proseguito con costanza per alcune settimane.

Decorso dopo l'asportazione degli xantelasmi in cinque momenti: sutura sottile lungo la piega palpebrale il giorno dell'intervento, gonfiore e livido dopo due-tre giorni, rimozione dei punti al settimo giorno, linea rosata a un mese, cicatrice difficile da individuare a sei mesi

Gli xantelasmi possono tornare?

Sì, lo xantelasma ha una tendenza documentata alla recidiva. Circa il 40% degli xantelasmi tende a recidivare dopo la prima asportazione, con percentuali più alte nei casi già trattati in precedenza. Il rischio è maggiore in chi ha familiarità, dislipidemia e diabete, ma la recidiva può comparire anche in assenza di questi fattori.

Questo non è un argomento contro il trattamento chirurgico, in quanto la rimozione migliora l’aspetto, spesso in modo netto e duraturo, ma non elimina la predisposizione. Ed è un’ulteriore ragione per affrontare in parallelo il quadro metabolico, che è l’unica leva su cui si può effettivamente agire per ridurre le recidive.

Dove eseguo la rimozione degli xantelasmi

Eseguo la rimozione degli xantelasmi in ambulatorio, in anestesia locale, nelle mie sedi di Brescia, Montichiari e Manerbio. Non è necessario il ricovero e si torna a casa subito dopo l’intervento.

Prima di togliere uno xantelasma bisogna capire quanto è profondo, motivo per cui prima è necessaria una visita oculistica per valutare se la lesione interessa solo la cute o si estende al muscolo sottostante. Da questo dipende infatti la scelta tra escissione chirurgica e laser. Il trattamento viene poi programmiamo con calma, sapendo già cosa aspettarsi.

La rimozione degli xantelasmi non è a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Il costo del trattamento parte da 300€ e dipende dalla tecnica, dall’estensione e dal numero di lesioni da trattare. In molti alcuni casi lo xantelasma si accompagna ad un eccesso di cute palpebrale, quindi la rimozione può essere eseguita nella stessa seduta insieme ad una blefaroplastica. In quel caso il costo è superiore, ma permette di risolvere entrambi i problemi con un unico intervento.

La prima visita ed i controlli post-operatori sono compresi.

Per saperne di più

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Studi a Brescia, Montichiari, Manerbio e Lonato del Garda

Domande frequenti

Vuoi approfondire altre patologie dell’occhio?

Oltre agli xantelasmi esistono diverse patologie oculari che possono influenzare la qualità della vista.
Scopri sintomi, diagnosi e percorsi di cura delle principali malattie oculari e quando è consigliata una visita oculistica.

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Studio di Brescia (Centro Direzionale Tre Torri)
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