

Studio del campo visivo

la perimetria è un esame diagnostico utilizzato in oculistica per studiare il campo visivo, ossia l’area che l’occhio riesce a percepire fissando un punto centrale. Questo test consente al medico di identificare eventuali deficit visivi, che prendono il nome di scotomi. Infatti scotoma deriva dal greco e significa “oscurità”, indicando quindi un’area di cecità parziale o completa all’interno del campo visivo.
Ormai questo esame è completamente automatizzato ed utilizza strumenti computerizzati che consentono di quantificare la sensibilità del paziente in ogni punto studiato.
L’esame in breve
- Cosa misura
- quanto vedi in ogni singolo punto dello spazio, e dove non vedi affatto
- Come si svolge
- fissi un punto centrale e premi un pulsante ogni volta che percepisci una lucina
- Durata
- 5-10 minuti per occhio, che si esaminano uno alla volta
- Contatto con l’occhio
- nessuno
- Dolore
- assente
- Dilatazione della pupilla
- non serve, e anzi va evitata: altererebbe il risultato
- Cosa portare
- i tuoi occhiali: la correzione va inserita nello strumento perché la misura sia valida
- Serve collaborazione
- sì, ed è l’unico esame in cui il risultato dipende anche da te: stanchezza e distrazione si vedono nel referto
- Il primo esame
- spesso è il meno attendibile: ci si prende la mano, e per questo va ripetuto
- Ogni quanto
- nel glaucoma di norma una o due volte l’anno, per confrontare gli esami nel tempo
- Costo
- 90 €
Presso i nostri studi di Brescia, Montichiari e Manerbio eseguiamo diagnostica oculistica avanzata con esami strumentali mirati.
Gli esami strumentali si eseguono in regime privato e possono essere prenotati anche singolarmente, senza necessità di una visita nello stesso giorno.
Quando è indicato il campo visivo?
Lo studio del campo visivo è utilizzato in numerose patologie, come:
- Glaucoma: la perimetria è fondamentale per la diagnosi ed il monitoraggio della patologia
- Patologie del nervo ottico: come papilledema (spesso associato a patologie neurologiche), neurite ottica retrobulbare (associata a sclerosi multipla) e neurite ottica ischemica
- Distrofie retiniche ereditarie: soprattutto la retinite pigmentosa
- Patologie neurologiche: quelle che coinvolgono le vie ottiche, dal chiasma ottico alla corteccia occipitale
- Tossicità da farmaci: come idrossiclorochina, tamoxifene ed etambutolo.
Come si svolge il campo visivo?
Il paziente viene fatto accomodare davanti allo strumento e gli viene chiesto di fissare un punto centrale, partendo da un occhio. Lo strumento invia degli stimoli luminosi di varia intensità in posizioni fisse del campo visivo ed il paziente segnalerà, premendo un pulsante, quando li percepisce. Al termine dell’esame, che ha una durata di 5-10 minuti, il software rielabora le risposte del paziente generando una pagina riassuntiva e si procederà all’esame dell’altro occhio.
I risultati dell’esame vengono rappresentati in modo grafico in una mappa in scala di grigi, che rappresenta quello che il paziente effettivamente vede. Il medico potrà quindi obiettivare la presenza di scotomi (aree cieche) e riduzioni globali o settoriali del campo visivo.
Vantaggi
La perimetria rappresenta un esame diagnostico non invasivo, ripetibile e che consente di identificare alterazioni funzionali ancora prima che divengano visibili ad esami strumentali come l’OCT. Inoltre il software effettua numerosi test statistici per confrontare la sensibilità registrata per ogni singolo paziente rispetto ad un database normativo, in modo da classificarla in patologica o meno, in base a quanto si discosta dal range di normalità.
Infine lo strumento è in grado di confrontare ogni esame con i precedenti, costruendo dei grafici di progressione che aiutano il medico a distinguere eventuali cambiamenti significativi da fluttuazioni fisiologiche della sensibilità.
Limiti
I limiti di questo esame non sono ancora del tutto trascurabili in quanto è un test con una grande dipendenza dalla collaborazione del paziente. Infatti i risultati possono essere facilmente influenzati dai movimenti oculari (in parte compensati dallo strumento), dalla scarsa attenzione, dalla stanchezza (soprattutto in caso di pazienti anziani), dalla presenza di una cataratta evoluta o dall’ansia da prestazione.
Spesso infatti capita che il paziente stanco, pur riconoscendo lo stimolo luminoso, non prema il pulsante. Oppure può accadere che il paziente agitato o in ansia prema il pulsante nonostante la macchina non abbia presentato nessuno stimolo luminoso. Infine non è da sottovalutare l’effetto apprendimento, motivo per cui è sempre opportuno ripetere il campo visivo alcune volte, in modo che il paziente entri in confidenza con l’esame ed impari a svolgerlo nella maniera corretta.
Fortunatamente gli strumenti moderni sono in grado di riconoscere alcune di queste condizioni e correggerle, fornendo dei valori statistici che aiutano il medico a capire quanto quel campo visivo sia affidabile o meno.
Cosa si vede con il campo visivo
Il campo visivo non si accorge dei propri buchi: il cervello li riempie con quello che sta intorno, e una zona cieca resta invisibile finché non diventa molto estesa. È la ragione per cui questo esame esiste — trovare quelle zone prima che sia il paziente ad accorgersene.
