Palpebra gonfia

Palpebra gonfia

Palpebra gonfia

La palpebra è una delle strutture più sottili del corpo umano tanto che sotto lo strato di pelle non esiste praticamente grasso sottocutaneo. Per questo si gonfia con estrema facilità e con una rapidità che spaventa. Infatti anche un modesto processo infiammatorio produce un gonfiore importante.

L’aspetto non è quindi un buon indicatore di gravità. Quello che orienta la diagnosi è in quanto tempo è comparso, se è dolente o indolente, se riguarda una palpebra o entrambe e se si accompagna a febbre, arrossamento dell’occhio o disturbi della vista.


Quando non aspettare

In questi casi è necessaria una valutazione oculistica urgente.

  • Gonfiore associato a febbre ed arrossamento della palpebra: con cute calda, tesa e dolente al tatto
  • Difficoltà a muovere l’occhio, visione doppia o calo della vista: insieme al gonfiore, con o senza dolore al movimento oculare
  • Vescicole raggruppate sulla palpebra e sulla fronte: su un solo lato del viso spesso precedute da dolore o bruciore
  • Gonfiore all’angolo interno dell’occhio: vicino al naso, con fuoriuscita di materiale purulento alla pressione con il dito
  • Gonfiore comparso dopo un trauma: o dopo il contatto con una sostanza chimica.

[Pronto soccorso oculistico →]


Come si arriva alla diagnosi

Una visita oculistica completa distingue quasi sempre tra queste possibilità.

L’esame alla lampada a fessura consente di osservare nel dettaglio il bordo palpebrale, gli sbocchi delle ghiandole di Meibomio, la congiuntiva e la cornea, e di stabilire se il processo è superficiale o coinvolge i piani profondi.

Vengono inoltre valutati la motilità oculare, la posizione del bulbo, il riflesso pupillare e l’acuità visiva. Questi infatti sono gli elementi che distinguono un’infiammazione limitata alla palpebra da un quadro che interessa l’orbita e che richiede una gestione completamente diversa.

Nei gonfiori cronici o recidivanti si valuta anche la funzionalità delle ghiandole palpebrali e la qualità del film lacrimale, perché il gonfiore è spesso l’ultimo sintomo di un problema che dura da tempo.

[Diagnostica →]

Come si presenta il gonfiore alla palpebra?

Un rigonfiamento dolente comparso in 2-3 giorni, sul bordo della palpebra

Se il gonfiore è circoscritto, molto dolente al tatto, arrossato ed è comparso rapidamente a livello del margine palpebrale in corrispondenza della base delle ciglia, si tratta quasi sempre di un orzaiolo.

L’orzaiolo è un’infezione acuta di una ghiandola del bordo palpebrale. Il dolore è sproporzionato rispetto alle dimensioni e questo è l’elemento che lo distingue dal calazio. A differenza del calazio l’orzaiolo inoltre tende a risolversi spontaneamente nell’arco di alcuni giorni.

Se dopo alcuni giorni il dolore si attenua ma resta un nodulo duro, l’orzaiolo si è trasformato in un calazio.

[Calazio →]

Un nodulo duro, non dolente, che non se ne va da settimane

Se senti una pallina dura a livello della palpebra, non dolente o solo lievemente fastidiosa, con la cute sovrastante di colore normale, che dura da alcune settimane nella maggior parte dei casi si tratta di un calazio.

Il calazio non è un’infezione ma è un’ostruzione di una ghiandola di Meibomio, che provoca un accumulo del secreto di queste ghiandole che poi va incontro ad una reazione infiammatoria cronica. Questo è il motivo per cui gli antibiotici da soli in genere non sono efficaci.

Molti calazi si riassorbono con impacchi caldi ed igiene palpebrale nelle prime settimane. Quando il nodulo persiste però la soluzione definitiva è l’asportazione chirurgica, una procedura ambulatoriale di pochi minuti che si esegue in anestesia locale.

[Chirurgia palpebrale →]

Entrambe le palpebre gonfie, occhio molto rosso e lacrimazione acquosa

Se il gonfiore interessa entrambe le palpebre, con occhio rosso, secrezione acquosa, fastidio alla luce nella maggior parte dei casi si tratta di una congiuntivite virale, soprattutto se nei giorni precedenti hai avuto mal di gola o raffreddore.

La congiuntivite virale spesso inizia da un occhio e dopo qualche giorno interessa anche l’altro, in modo più lieve. A volte si può associare ad un linfonodo ingrossato e dolente davanti all’orecchio. Le forme virali sono molto contagiose, motivo per cui è fondamentale non condividere asciugamani e cuscini e lavarsi spesso le mani.

Il decorso è più lungo di quanto la maggior parte delle persone si aspetti e può protrarsi per 2-3 settimane. Se nella fase di risoluzione la vista si annebbia è possibile che l’infezione si sia estesa anche alla cornea ed a quel punto è fondamentale una visita oculistica.

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Le palpebre sono gonfie da anni, con bordi arrossati e crosticine al risveglio

Se il gonfiore è modesto ma permanente, se i bordi palpebrali appaiono arrossati ed ispessiti, se al mattino trovi squame o crosticine alla base delle ciglia e le palpebre appiccicate, si tratta probabilmente di una blefarite cronica.

L’infiammazione persistente del margine palpebrale altera la componente lipidica delle lacrime, che evaporano più in fretta. Ne deriva la combinazione tipica di bruciore, occhio secco, lacrimazione paradossa e calazi ricorrenti. Infatti i pazienti con una blefarite cronica non trattata hanno la tendenza a sviluppare continuamente calazi e questo è il motivo per cui asportarli senza trattare la causa sottostante può portare a continue recidive.

La blefarite è una patologia cronica, ma si riesce a controllare molto bene con piccole accortezze che ti spiego nella pagina dedicata.

[Blefarite →]

Gonfiore rapido con prurito intenso, che interessa entrambi gli occhi

Se le palpebre si sono gonfiate nel giro di poche ore, se il prurito è il sintomo dominante, se sono coinvolti entrambi gli occhi il quadro potrebbe essere quello di una reazione allergica.

Può trattarsi di una congiuntivite allergica, oppure di una dermatite da contatto a cosmetici, tinture, colliri o creme. Il gonfiore delle palpebre può essere impressionante ma nella maggior parte dei casi tende a regredire altrettanto rapidamente.

Il prurito è l’elemento discriminante, nell’allergia domina il prurito, nell’infezione dominano dolore e secrezione.

Se il gonfiore si estende anche a labbra e lingua o si associa a difficoltà respiratoria, non si tratta di un problema oculistico ma di una reazione allergica generalizzata. In questo caso è necessario recarsi rapidamente in pronto soccorso.

[Congiuntivite allergica →]

La palpebra superiore è abbassata e copre parte della pupilla

Se una palpebra è stabilmente più bassa dell’altra, se ti accorgi di sollevare le sopracciglia o inclinare la testa all’indietro per vedere meglio, e se la stanchezza peggiora il quadro a fine giornata, non si tratta di gonfiore ma molto probabilmente di ptosi palpebrale, ossia di un abbassamento della palpebra superiore.

La forma più frequente è la ptosi involutiva, dovuta all’indebolimento del muscolo elevatore della palpebra che avviene con l’età. Quando la palpebra arriva a coprire l’asse visivo il disturbo smette di essere estetico in quanto riduce concretamente il campo visivo superiore.

Esistono però alcune situazioni che richiedono un inquadramento urgente:

  • Ptosi comparsa improvvisamente: può essere indicativa di problematiche neurologiche o eventi ischemici, come un ictus
  • Ptosi che varia nell’arco della giornata: che peggiora soprattutto la sera o con l’affaticamento, spesso associata a visione doppia.

[Chirurgia palpebrale →]

Il gonfiore c’è da anni e dà un aspetto stanco allo sguardo

Se hai notato la presenza di pelle in eccesso che ricade sulle ciglia e borse sotto gli occhi, senza dolore, non si tratta di un processo infiammatorio ma dei fisiologici cambiamenti anatomici della regione periorbitaria. Sono le condizioni che portano allo sguardo affaticato, alla sensazione di palpebre pesanti a fine giornata e, nei casi più marcati, alla riduzione del campo visivo superiore.

Trattandosi di un problema strutturale, non si tratta con creme o colliri e l’unica soluzione è l’intervento chirurgico, che viene eseguito in regime ambulatoriale in anestesia locale.

[Palpebre cadenti e borse sotto gli occhi →]

Mi sveglio con le palpebre gonfie ma nel corso della mattina migliora

Un gonfiore palpebrale presente al risveglio che si riduce progressivamente nell’arco di un paio d’ore, simmetrico e non dolente, dipende in genere dalla redistribuzione dei liquidi durante la notte ed è favorito da posizione supina, apporto di sale, poco sonno e consumo di alcolici.

Questa condizione diventa un sintomo da approfondire quando è asimmetrico, quando non si risolve nel corso della giornata o quando si associa a gonfiore di gambe e viso. In questo caso l’accertamento da fare non è oculistico ma richiede una valutazione da parte del proprio medico curante.

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