Occhio che lacrima

Occhio che lacrima

Occhio che lacrima

Un occhio che lacrima in continuazione è uno dei motivi più frequenti di visita oculistica, ed è anche uno dei più fraintesi. La reazione istintiva è pensare che l’occhio produca troppe lacrime, mentre nella maggior parte dei casi le lacrime sono normali ed il problema è che non riescono a defluire, oppure che l’occhio lacrima proprio perché è troppo secco.

Sono due meccanismi opposti che danno lo stesso sintomo, e distinguerli cambia completamente il trattamento.

Quello che orienta la diagnosi non è quanto lacrimi, ma l’età, se riguarda un occhio solo o entrambi, da quanto tempo dura e cosa lo accompagna. Sono le domande che ti farei in ambulatorio, ed in questa pagina le trovi in ordine.


Quando non aspettare

In questi casi è necessaria una valutazione oculistica urgente.

  • Lacrimazione comparsa dopo un trauma: o dopo il contatto con una sostanza chimica
  • Lacrimazione con dolore intenso e fastidio alla luce: soprattutto se hai la sensazione di avere qualcosa dentro l’occhio
  • Portatore di lenti a contatto: soprattutto se alla lacrimazione si associano dolore, arrossamento e fotofobia
  • Gonfiore arrossato e dolente all’angolo interno dell’occhio: vicino al naso, eventualmente con febbre o fuoriuscita di materiale purulento
  • Lacrimazione associata ad un calo improvviso della vista
  • Palpebre gonfie, arrossate e calde: soprattutto nel neonato, con il bambino sofferente o febbrile.

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Come si arriva alla diagnosi

Una visita oculistica completa distingue quasi sempre tra queste possibilità nell’arco di un solo appuntamento.

Durante la valutazione viene esaminata la superficie oculare alla lampada a fessura, si valuta la qualità e la stabilità del film lacrimale e si osserva la posizione delle palpebre e dei puntini lacrimali, che sono i due piccolissimi orifizi da cui le lacrime iniziano il loro percorso di deflusso verso il naso.

Quando il sospetto è quello di un ostacolo lungo la via lacrimale si procede al sondaggio delle vie lacrimali, una manovra ambulatoriale che permette di stabilire se il passaggio è libero, parzialmente ostruito o completamente chiuso, ed a che livello.

[Diagnostica →]

Come si presenta la lacrimazione?

Il mio bambino ha sempre l’occhio lucido ed umido, con crosticine al risveglio

Se il tuo bambino ha pochi mesi, se l’occhio appare costantemente lucido, se la lacrima scende sulla guancia anche quando non piange, e se al mattino trovi le ciglia incollate da secrezioni giallastre, la causa più frequente in assoluto è la stenosi congenita del dotto nasolacrimale.

Alla nascita il condotto che porta le lacrime dall’occhio al naso può essere ancora chiuso da una sottile membrana che non si è aperta, che prende il nome di valvola di Hasner. Le lacrime ristagnano, si sovrainfettano e questo provoca delle congiuntiviti ricorrenti che recidivano non appena si sospende il collirio antibiotico.

Sono elementi tipici:

  • Monolaterale: nella maggior parte dei casi interessa un solo occhio, più raramente entrambi
  • Occhio umido: anche a riposo e senza pianto
  • Secrezioni giallastre al risveglio: che tendono a ripresentarsi
  • Occhio bianco: senza dolore né fastidio alla luce
  • Congiuntiviti che recidivano: appena si interrompe la terapia antibiotica.

Nella grande maggioranza dei casi la situazione si risolve spontaneamente entro il primo anno di vita. Nel frattempo esistono misure conservative semplici, che è bene farsi mostrare direttamente in ambulatorio. Quando la risoluzione spontanea non avviene, esistono procedure risolutive che vanno programmate entro il primo anno di vita del bambino.

[Stenosi del dotto nasolacrimale →]

Mio figlio strizza gli occhi, lacrima e si lamenta del mal di testa

Se il bambino ha superato i 3-4 anni, se lacrima soprattutto dopo un’attività prolungata da vicino, come ad esempio facendo i compiti, durante la lettura o mentre usa il tablet, ed a questo si associano occhi arrossati la sera, mal di testa frontale, strofinamento continuo degli occhi e la tendenza a strizzare gli occhi, la causa più frequente è un’ipermetropia non corretta.

Nell’ipermetropia l’immagine si forma dietro la retina ma il bambino compensa questo difetto con l’accomodazione, ossia la capacità del cristallino di aumentare il proprio potere. Solitamente il bambino ha una capacità accomodativa enorme, infatti riesce a mantenere una vista nitida anche con difetti importanti, motivo per cui spesso non si lamenta di vedere male. Lo sforzo però ha un costo, ossia l’affaticamento visivo, che si manifesta con bruciore, cefalea e lacrimazione. Questo è il motivo per cui un’ipermetropia significativa può passare inosservata a lungo e solamente una visita in cicloplegia, in cui si sospende temporaneamente l’accomodazione con un collirio, permette di misurare il difetto reale.

Due elementi rendono la diagnosi tempestiva importante:

  • Strabismo convergente: l’eccessivo sforzo accomodativo può fare deviare un occhio verso l’interno, ed in questi casi il trattamento è la correzione ottica, che compensa l’accomodazione
  • Ambliopia: se l’ipermetropia è molto diversa tra i due occhi, il cervello privilegia l’occhio migliore e silenzia l’altro. È una condizione recuperabile solo entro una determinata finestra di età.

[Visita oculistica pediatrica →]

Gli occhi lacrimano soprattutto al freddo o al vento

Se la lacrimazione peggiora all’aperto, al vento, al freddo, in auto con la ventilazione puntata sul viso oppure la sera dopo ore davanti ad uno schermo, e se si accompagna a bruciore, sensazione di corpo estraneo e visione annebbiata il problema paradossalmente non è un eccesso di lacrime ma la loro carenza.

Nella maggior parte dei casi può trattarsi della sindrome dell’occhio secco. Quando il film lacrimale è instabile la superficie dell’occhio diventa più delicata e tende ad infiammarsi. L’occhio risponde a questo stimolo con una lacrimazione riflessa, ossia una scarica improvvisa di lacrime molto acquose ma di scarsa qualità, che bagnano molto ma non proteggono la superficie dell’occhio.

È il motivo per cui prescrivere lacrime artificiali a chi “lacrima troppo” non è un controsenso, ma spesso è esattamente la terapia corretta.

Anche un’ipermetropia latente può manifestarsi per la prima volta dopo i quarant’anni, quando la riserva accomodativa si riduce ed in questi casi il sintomo iniziale non è vedere male, ma bruciore, lacrimazione e mal di testa dopo la lettura.

[Occhio secco →]

La palpebra inferiore è staccata dall’occhio ed è ruotata verso l’esterno

Perché le lacrime possano defluire, la palpebra deve appoggiare correttamente contro il bulbo oculare in quanto è lì che si trovano i puntini lacrimali, ossia i due minuscoli orifizi da cui le lacrime iniziano il loro percorso.

Con l’età la palpebra inferiore può perdere tono ed allontanarsi dall’occhio, condizione che prende il nome di ectropion. In questo caso il puntino lacrimale non pesca più nel lago lacrimale, quindi la lacrima fuoriesce dall’occhio attraverso l’apertura palpebrale e questo fenomeno prende il nome di epifora. Nella condizione opposta invece, che prende il nome di entropion, la palpebra ruota verso l’interno e le ciglia sfregano contro la cornea, provocando irritazione e lacrimazione continua.

In entrambi i casi il collirio non risolve il problema ma l’unica soluzione è l’intervento chirurgico, che si esegue in ambulatorio in anestesia locale e che permette di riposizionare la palpebra, ripristinando così il deflusso della lacrima.

[Chirurgia palpebrale →]

La lacrimazione si accompagna ad un intenso prurito, soprattutto in alcuni periodi dell’anno

Se alla lacrimazione si associa un prurito intenso, se entrambi gli occhi sono coinvolti, se le palpebre sono gonfie ed il disturbo compare o peggiora in primavera o in presenza di polvere ed animali, il quadro è quello della congiuntivite allergica.

Il prurito è l’elemento fondamentale nella diagnosi. Nella congiuntivite allergica domina il prurito e spesso si accompagna a starnuti e rinite, nella sindrome dell’occhio secco domina il bruciore.

[Congiuntivite allergica →]

Mi sveglio con le ciglia incollate ed i bordi delle palpebre arrossati

Se al mattino le palpebre sono appiccicate, se noti squame o crosticine alla base delle ciglia, se i bordi palpebrali appaiono arrossati ed ispessiti il quadro è probabilmente quello della blefarite.

L’infiammazione del bordo palpebrale altera la componente lipidica delle lacrime, che evaporano più in fretta, con bruciore e fluttuazioni della vista durante la giornata.

La blefarite è una condizione cronica che si controlla molto bene, ma richiede costanza nel trattamento.

[Blefarite →]

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