Occhio rosso

Occhio rosso

Occhio rosso

L’occhio rosso è uno dei motivi più comuni per cui si va dall’oculista, ed uno dei più equivocati. Questo perchè l’occhio rosso non è una diagnosi, ma un segno. Per questo davanti allo specchio una banale congiuntivite ed un attacco di glaucoma acuto possono sembrare la stessa cosa.

La differenza non sta né nel colore né nell’intensità del rossore ma può essere sintetizzata in tre domande “Fa male?“, “La vista è cambiata?” e “C’è secrezione?“. In base alla risposta cambia tutto. E questo è il motivo per cui il collirio preso in farmacia o avanzato dall’ultima volta è una scelta rischiosa, in quanto agisce su una sola delle possibili cause, rischiando però di peggiorare le altre.


Quando non aspettare

In questi casi è necessaria una valutazione oculistica urgente.

  • Dolore intenso: non bruciore o fastidio ma un dolore profondo che non passa e disturba il sonno
  • Offuscamento visivo: se hai notato un calo della vista, anche solo da un occhio
  • Aloni colorati intorno alle luci: con dolore intenso, nausea e vomito. È il quadro dell’attacco acuto di glaucoma e non ammette attese
  • Fotofobia: ossia un fastidio intenso alla luce, tanto da non riuscire a tenere l’occhio aperto in una stanza illuminata
  • Contaminazione con una sostanza chimica: come calce, acido o ammoniaca. In questo caso la prima cosa da fare è lavare subito con abbondante acqua per almeno 10-15 minuti e poi fare una visita oculistica urgente
  • Occhio rosso dopo un trauma o al lavoro: soprattutto dopo aver lavorato con smerigliatrice, flessibile o trapano, potrebbe trattarsi di una scheggia metallica
  • Portatore di lenti a contatto: va esclusa un’infezione della cornea, che può evolvere velocemente anche in poche ore.

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Come si arriva alla diagnosi

Quasi sempre bastano pochi minuti alla lampada a fessura. Questo strumento, che altro non è che un potente microscopio, permette di individuare esattamente dove si trova il rossore, se interessa i vasi superficiali della congiuntiva o quelli profondi attorno alla cornea. Questa distinzione è fondamentale in quanto permette di distinguere i quadri banali da quelli che richiedono un trattamento immediato.

Inoltre, colorando la superficie oculare con la fluoresceina, un colorante naturale, si possono evidenziare abrasioni, ulcere e corpi estranei che ad occhio nudo non sarebbero visibili. Infine si effettua la misurazione della pressione oculare, ed il fondo dell’occhio.

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Tre errori da non commettere

Le tre cose da non fare quando notiamo un occhio rosso sono:

  • Usare un collirio avanzato: è uno degli errori più frequenti e può essere rischioso, soprattutto quando si tratta di colliri cortisonici. Il cortisone, infatti, può peggiorare alcune infezioni oculari, come l’herpes o le ulcere corneali, favorendone la progressione
  • Usare i colliri da banco: i colliri decongestionanti da banco agiscono restringendo temporaneamente i vasi sanguigni della congiuntiva, rendendo l’occhio più bianco per alcune ore, ma non risolvono la causa del problema. Un uso prolungato può provocare un effetto rebound, con un ritorno del rossore ancora più evidente quando l’effetto del farmaco termina
  • Usare colliri antibiotici senza una diagnosi: non tutti gli occhi rossi sono dovuti ad un’infezione batterica. Molte congiuntiviti nell’adulto sono di origine virale e non traggono beneficio dagli antibiotici. Utilizzare un collirio antibiotico senza indicazione può quindi essere inutile e ritardare la corretta identificazione della causa del disturbo.

Come è comparso l’occhio rosso?

Emorragia sottocongiuntivale, una macchia rossa comparsa all’improvviso, che non fa male

L’emorragia sottocongiuntivale è una condizione molto frequente e, nella maggior parte dei casi, del tutto innocua. Si verifica quando si rompe uno dei piccoli vasi sanguigni presenti sotto la congiuntiva, la sottile membrana trasparente che riveste la parte bianca dell’occhio. Il sangue rimane intrappolato sotto questa membrana, formando una chiazza rosso vivo dai margini ben definiti.

Può comparire dopo un colpo di tosse, uno starnuto, uno sforzo intenso o lo sfregamento dell’occhio, ma non è raro che insorga spontaneamente, anche durante il sonno, senza una causa evidente.

Nonostante l’aspetto possa essere impressionante, l’emorragia sottocongiuntivale non compromette la vista, non provoca dolore e non è associata a secrezioni o infezioni. Nella maggior parte dei casi si riassorbe spontaneamente nell’arco di 1-2 settimane, cambiando progressivamente colore fino ad assumere sfumature giallo-verdi, in modo simile ad un livido sulla pelle.

È comunque consigliabile eseguire una visita oculistica se l’emorragia si ripresenta frequentemente, se interessa entrambi gli occhi, se è comparsa dopo un trauma o se è accompagnata da dolore, riduzione della vista o altri sintomi. In alcuni casi, infatti, episodi ricorrenti possono essere associati ad ipertensione arteriosa, alterazioni della coagulazione del sangue o all’assunzione di farmaci anticoagulanti, condizioni che meritano un approfondimento.

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Congiuntivite, rossore diffuso, gonfiore, secrezioni e palpebre incollate al mattino

Il termine congiuntivite indica un’infiammazione della congiuntiva, la sottile membrana che riveste la parte bianca dell’occhio e l’interno delle palpebre. Il rossore è generalmente diffuso e coinvolge tutta la superficie oculare, più evidente verso i lati dell’occhio e meno intenso attorno alla cornea. Spesso si associa a lacrimazione, sensazione di corpo estraneo o di “sabbia negli occhi”, bruciore e secrezione che durante la notte può seccarsi ed incollare le ciglia al risveglio. Riconoscere se si tratta di una congiuntivite virale o di una congiuntivite batterica è importante, perché il trattamento è diverso.

Nella congiuntivite virale la secrezione è prevalentemente acquosa, spesso è appena trascorso un raffreddore e può esserci stato il contatto con una persona affetta dallo stesso disturbo. È frequente anche la comparsa di un piccolo linfonodo dolente davanti all’orecchio e, dopo alcuni giorni, il coinvolgimento del secondo occhio. Le forme virali sono molto contagiose e richiedono particolare attenzione all’igiene delle mani e degli oggetti personali.

Nella congiuntivite batterica, invece, la secrezione è più abbondante, densa e di colore giallo o giallo-verde. Nella maggior parte dei casi interessa inizialmente un solo occhio, anche se può successivamente estendersi all’altro.

Nella congiuntivite la vista rimane generalmente normale. Può comparire un annebbiamento visivo transitorio causato dalla secrezione sulla superficie dell’occhio, che tende a scomparire dopo aver sbattuto le palpebre o dopo la detersione dell’occhio. Se invece si manifesta una riduzione persistente della vista, un dolore importante o una marcata sensibilità alla luce, è opportuno sottoporsi rapidamente ad una visita oculistica, poiché potrebbe trattarsi di una condizione diversa dalla semplice congiuntivite.

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Congiuntivite allergica, prurito intenso, soprattutto in primavera

Il prurito agli occhi è il sintomo più caratteristico della congiuntivite allergica ed è l’elemento che più spesso la distingue dalle altre forme di congiuntivite. Nelle congiuntiviti causate da virus o batteri prevalgono infatti bruciore, fastidio, lacrimazione e secrezione, mentre il prurito intenso, che porta a strofinarsi continuamente gli occhi, è tipico della forma allergica.

La congiuntivite allergica interessa quasi sempre entrambi gli occhi contemporaneamente e si associa frequentemente ad altri sintomi di allergia, come starnuti, congestione nasale e lacrimazione abbondante. Molte persone notano che gli episodi tendono a ripresentarsi nello stesso periodo dell’anno, ad esempio durante la stagione dei pollini, oppure dopo l’esposizione ad allergeni come polvere, peli di animali o acari.

Le palpebre possono apparire gonfie e la congiuntiva assumere un aspetto edematoso, trasparente e quasi “gelatinoso”. Sebbene strofinare gli occhi dia un sollievo momentaneo, questo gesto favorisce il rilascio di ulteriori sostanze infiammatorie, come l’istamina, che peggiorano il prurito, il rossore ed il gonfiore nel giro di pochi minuti.

Una corretta diagnosi consente di impostare la terapia più adatta riducendo la frequenza e l’intensità delle recidive.

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Sindrome dell’occhio secco e blefarite, bruciore che peggiora la sera

Se l’occhio rosso è lieve ma persistente, accompagnato da bruciore, sensazione di corpo estraneo, fastidio ed offuscamenti visivi transitori durante la giornata, la causa potrebbe essere un problema della superficie oculare, come la sindrome dell’occhio secco. I sintomi spesso peggiorano dopo molte ore trascorse davanti al computer, allo smartphone o alla televisione, in ambienti con aria condizionata, riscaldamento o scarsa umidità.

Un aspetto che sorprende molte persone è che l’occhio secco paradossalmente può provocare una lacrimazione abbondante. Si tratta di una lacrimazione riflessa, prodotta come risposta all’irritazione della superficie oculare. Le lacrime, però, sono di qualità insufficiente e non riescono a lubrificare efficacemente l’occhio, per cui il fastidio persiste ed aumenta nel tempo.

Quando, oltre ai sintomi dell’occhio secco, il bordo delle palpebre appare arrossato, ispessito o presenta piccole croste o depositi alla base delle ciglia, è possibile che sia presente anche una blefarite, ossia un’infiammazione cronica delle palpebre spesso associata ad una disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Questa condizione può contribuire ad aggravare l’occhio secco e richiede un trattamento specifico per migliorare la qualità del film lacrimale e ridurre l’infiammazione.

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Uveite, rossore concentrato soprattutto intorno all’iride, con dolore e fastidio alla luce

In alcuni casi l’occhio rosso può essere il segno di un’infiammazione che interessa le strutture interne dell’occhio e non la sua superficie. Questo è quello che accade nell’uveite, una condizione che richiede una valutazione oculistica urgente.

A differenza della congiuntivite, il rossore tende ad essere più intenso attorno alla cornea, formando un caratteristico alone rossastro che sfuma verso l’esterno dell’occhio. A questo si associano spesso dolore oculare, fastidio intenso alla luce, lacrimazione ed una riduzione della vista.

L’uveite non migliora con i comuni colliri antibiotici e necessita di una terapia specifica, da iniziare il prima possibile per ridurre il rischio di complicanze e preservare la funzione visiva. Se non trattata adeguatamente, infatti, può causare danni permanenti alle strutture interne dell’occhio.

In una parte dei pazienti l’uveite può essere associata a malattie infiammatorie o patologie reumatologiche, come alcune forme di artrite, spondiloartrite o altre patologie immunomediate. Talvolta è proprio l’infiammazione dell’occhio a rappresentare il primo segnale di queste condizioni, rendendo necessario un approfondimento clinico oltre alla visita oculistica.

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Episclerite, rossore circoscritto associato a dolore

Quando il rossore dell’occhio interessa una zona ben delimitata invece di coinvolgere tutta la superficie, la causa potrebbe essere un’infiammazione degli strati più profondi della parete oculare. Le condizioni più frequenti sono l’episclerite e la sclerite, due patologie che possono apparire simili ma hanno un significato clinico molto diverso.

L’episclerite è un’infiammazione dello strato più superficiale della sclera. In genere provoca un rossore localizzato con lieve fastidio o una modesta sensazione di dolore e, nella maggior parte dei casi, tende a risolversi spontaneamente senza lasciare conseguenze.

La sclerite, invece, è un’infiammazione più profonda e potenzialmente più seria. Si manifesta con un dolore oculare intenso, spesso descritto come profondo e persistente, che può peggiorare durante la notte o con i movimenti dell’occhio. L’occhio può risultare dolente anche esercitando una lieve pressione attraverso la palpebra chiusa. In molti pazienti la sclerite è associata a malattie reumatologiche, come l’artrite reumatoide o altre patologie infiammatorie sistemiche.

Ad un primo sguardo episclerite e sclerite possono sembrare molto simili. Per distinguerle è indispensabile una visita oculistica con lampada a fessura, che permette di identificare la sede dell’infiammazione ed impostare il trattamento più appropriato. Riconoscere una sclerite è particolarmente importante, perché oltre alla terapia dell’occhio può rendersi necessario approfondire la presenza di una malattia sistemica sottostante.

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Cheratite infettiva, occhio rosso, riduzione della vista, dolore e fastidio alla luce

La cheratite infettiva è un’infezione della cornea, la parte trasparente situata nella porzione anteriore dell’occhio, e rappresenta una delle cause più importanti di occhio rosso che richiede una visita oculistica urgente. I sintomi più frequenti sono dolore intenso, rossore, fastidio alla luce, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo e riduzione della vista.

Questa condizione può essere causata da batteri, virus, funghi o parassiti e, se non trattata tempestivamente, può evolvere rapidamente provocando un’ulcera corneale e lasciare una cicatrice permanente con conseguenze anche importanti sulla qualità della visione.

L’uso delle lenti a contatto rappresenta uno dei principali fattori di rischio, soprattutto quando vengono indossate troppo a lungo, durante il sonno o senza un’adeguata igiene. Tuttavia, una cheratite infettiva può comparire anche dopo un trauma, in presenza di un corpo estraneo, di una superficie oculare già compromessa o in persone con difese immunitarie ridotte.

Se porti lenti a contatto e compaiono dolore, rossore o fotofobia, rimuovi immediatamente le lenti e non indossarle nuovamente fino alla valutazione dell’oculista. È utile portare con sé anche il portalenti e la soluzione utilizzata, che in alcuni casi possono essere analizzati per identificare il microrganismo responsabile dell’infezione.

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Occhio rosso comparso durante o appena dopo l’attività lavorativa

Un trauma oculare è una causa frequente di occhio rosso e richiede sempre una valutazione oculistica.

Chi utilizza smerigliatrici, flessibili o trapani può essere colpito da un corpo estraneo, come una scheggia di metallo conficcata nella cornea. I sintomi tipici sono dolore, lacrimazione, rossore, fotofobia e la persistente sensazione di avere qualcosa nell’occhio che non scompare ammiccando.

Un quadro diverso è la cheratite attinica, o cheratite da raggi ultravioletti, tipica di chi salda senza un’adeguata protezione. Durante il lavoro spesso non si avverte alcun disturbo, ma dopo 6-12 ore, spesso durante la notte, compaiono dolore molto intenso, lacrimazione, fotofobia e difficoltà ad aprire gli occhi, generalmente in entrambi gli occhi.

In entrambi i casi è importante non sottovalutare i sintomi e sottoporsi a una visita oculistica urgente. Con un trattamento tempestivo, la prognosi è generalmente favorevole.

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Glaucoma acuto, occhio rosso, dolore intenso, nausea e vomito

Il glaucoma acuto ad angolo chiuso è una delle cause più gravi di occhio rosso e rappresenta una vera emergenza oculistica. Si manifesta improvvisamente con dolore oculare molto intenso, rossore, marcata riduzione della vista, aloni colorati attorno alle luci, nausea e talvolta vomito.

L’occhio appare molto arrossato, la pupilla è spesso dilatata e poco reattiva alla luce, mentre la cornea può diventare opaca a causa dell’aumento improvviso della pressione oculare.

In presenza di questi sintomi è fondamentale recarsi immediatamente dall’oculista o al Pronto Soccorso. Un trattamento tempestivo permette di abbassare rapidamente la pressione dell’occhio e ridurre il rischio di un danno permanente al nervo ottico.

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