OCT svolto dal Dott. Luca Zanolini a Brescia, Montichiari e Manerbio

OCT (tomografia a coerenza ottica)

OCT svolto dal Dott. Luca Zanolini a Brescia, Montichiari e Manerbio

L’OCT è una tecnica di imaging rapida e non invasiva che utilizza la luce per ottenere immagini ad elevata risoluzione dell’occhio, in particolare della retina e del nervo ottico. Per questo motivo oggi è diventata un esame fondamentale per ottenere una diagnosi precisa ed accurata in numerose patologie di pertinenza oculistica.

Lo strumento invia un fascio luminoso alla retina, che poi viene solo in minima parte assorbito dal tessuto mentre per gran parte viene riflesso, tornando quindi verso lo strumento. La differenza di percorso ottico tra il fascio inviato e quello riflesso genera una interferenza che poi il software rielabora per creare sezioni trasversali della retina. Il risultato finale è come quello che può essere ottenuto da una TAC, senza però ricorrere a radiazioni pericolose per l’uomo.
Recentemente questa tecnologia è stata introdotta anche per lo studio della cornea, infatti tutti i moderni topografi (utilizzati per ottenere la mappa corneale) dispongono della tecnologia OCT integrata.

L’esame in breve

Cosa mostra
la retina in sezione, strato per strato, con la precisione di pochi millesimi di millimetro
Durata
pochi minuti per entrambi gli occhi
Contatto con l’occhio
nessuno: è come fare una fotografia
Dolore
assente; si vedono solo alcune luci colorate
Radiazioni
nessuna: l’OCT usa la luce, non i raggi X
Dilatazione della pupilla
non sempre necessaria; serve quando va studiata anche la periferia
Preparazione
nessuna
Quante volte si può fare
senza limiti: nelle maculopatie in terapia si ripete anche ogni mese
Quando può non riuscire
se la cataratta è molto avanzata o la cornea è opaca, l’immagine perde qualità
Costo
90 €, angio-OCT compresa quando indicata

Presso i nostri studi di Brescia, Montichiari e Manerbio eseguiamo diagnostica oculistica avanzata con esami strumentali mirati.

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Quando è indicato l’OCT?

L’OCT ci permette di studiare in modo dettagliato la retina ed in particolare si utilizza per:

  • Diagnosi e monitoraggio delle maculopatie: come degenerazione maculare legata all’età (DMLE), maculopatia essudativa (CNV), corioretinopatia sierosa centrale (CRSC) e distrofie retiniche
  • Diagnosi e monitoraggio delle patologie del nervo ottico: come papilledema e neuriti ottiche
  • Diagnosi e monitoraggio delle patologie coroideali: come coroiditi e nevi della coroide
  • Diagnosi e monitoraggio delle patologie dell’interfaccia vitreo-retinica: come foro maculare e pucker maculare
  • Quantificazione dell’edema maculare: come l’edema maculare diabetico (DME), l’edema secondario ad occlusioni vascolari retiniche e l’edema infiammatorio associato ad uveiti
  • Quantificazione del danno nel glaucoma: mediante la misurazione dello spessore delle fibre del nervo ottico (RNFL) e dello spessore dello strato delle cellule gangliari (GCC), che si riducono nelle fasi iniziali del glaucoma, permettendo di fare una diagnosi precoce.

Come si esegue l’OCT?

Il paziente viene fatto accomodare davanti allo strumento, che è molto simile ad una lampada a fessura, e gli verrà richiesto di fissare un punto luminoso. Successivamente la macchina emetterà una serie di luci di colori diversi, che potrebbero abbagliare il paziente ma che sono del tutto sicure per l’occhio, ed in pochi secondi otterrà una ricostruzione tridimensionale delle strutture oculari prese in esame.

In alcuni casi prima dell’esame il medico oculista potrà utilizzare un collirio che dilata la pupilla, per migliorare la visualizzazione delle strutture retiniche periferiche.

Vantaggi

L’OCT è una procedura non invasiva, rapida ed indolore, che non richiede il contatto diretto con l’occhio (come se fosse una fotografia dell’occhio). Inoltre è un esame ripetibile in quanto la luce che utilizza non è dannosa per l’occhio. Questo è fondamentale in quanto l’OCT è un esame che può essere necessario ripetere anche a cadenza mensile per monitorare l’evoluzione e la risposta alla terapia di determinate patologie retiniche, come le maculopatie.

Limiti

Nonostante presenti innumerevoli vantaggi l’OCT presenta ancora alcuni limiti. Infatti l’acquisizione delle immagini necessita di una buona trasparenza dei mezzi diottrici, motivo per cui in caso di cataratta molto evoluta o cicatrici corneali importanti l’esame può risultare non dirimente.

OCT-Angiography

L’angio-OCT è un’evoluzione avanzata dell’OCT che permette di ottenere delle immagini tridimensionali dei vasi sanguigni senza ricorrere all’utilizzo di mezzi di contrasto. In medicina, anche le più moderne tecniche diagnostiche presentano alcuni limiti nell’individuazione precisa dei vasi sanguigni, a causa del rapido flusso di sangue al loro interno che li rende “invisibili”. Per questo motivo spesso si sente parlare di esami diagnostici che prevedono l’utilizzo di mezzo di contrasto, che va a “colorare” i vasi sanguigni, permettendone una buona visualizzazione. Questo discorso era valido anche in oculistica fino a pochi anni fa, ovvero prima dell’introduzione dell’angio-OCT.

Questa nuova metodica utilizza la tecnologia OCT ma combina analisi avanzate per rilevare i movimenti dei globuli rossi all’interno dei vasi sanguigni, in modo simile alla risonanza magnetica. I segnali statici (non vascolari) rimangono invariati, mentre il flusso viene evidenziato come parte della rete vascolare, per creare una mappa tridimensionale della microcircolazione. L’angio-OCT consente di studiare la vascolarizzazione della retina e della coroide, identificando anomalie della microcircolazione, e questo risulta molto utile per differenziare le varie forme di maculopatia. Attraverso l’angio-OCT è possibile ad esempio distinguere tra la forma non essudativa, che verrà semplicemente seguita nel tempo, e la forma essudativa, che invece necessita di una terapia con iniezioni intravitreali di specifici farmaci (IVT).

L’angio-OCT è una metodica recente e presenta ancora alcuni limiti. In particolare, è una tecnica che dipende molto dalla capacità del paziente di fissare attentamente un punto preciso, per ridurre al minimo eventuali artefatti e movimenti, che influenzano significativamente la qualità dell’immagine che verrà poi rielaborata dal software. Inoltre questa tecnica, nonostante offra una visualizzazione dettagliata della loro struttura, non fornisce informazioni dirette sulla permeabilità dei vasi, quindi in alcuni casi può essere che il medico richieda comunque un esame aggiuntivo, come l’angiografia con fluoresceina o verde di indocianina.

Cosa si vede con l’OCT

L’esame del fondo oculare mostra la retina vista dalla superficie. L’OCT la taglia e la guarda di profilo, misurando lo spessore di ogni strato: è la differenza tra vedere un prato dall’alto e vederne la sezione del terreno.

Glaucoma Misura lo spessore delle fibre nervose attorno al nervo ottico e delle cellule ganglionari della macula. Si assottigliano prima che il campo visivo mostri qualcosa: è l’esame che anticipa la diagnosi.
Degenerazione maculare Distingue la forma secca, che si segue nel tempo, da quella essudativa, che richiede le iniezioni intravitreali. È il dato su cui si decide se trattare e quando.
Edema maculare diabetico Quantifica in micron il liquido accumulato nella macula, e permette di confrontare ogni controllo con il precedente per capire se la terapia sta funzionando.
Corioretinopatia sierosa centrale Mostra la raccolta di liquido sotto la retina centrale e ne segue il riassorbimento, che nella maggior parte dei casi avviene spontaneamente in alcuni mesi.
Foro e pucker maculare Le alterazioni dell’interfaccia tra vitreo e retina si vedono solo in sezione. L’OCT ne definisce lo stadio e stabilisce se e quando è il caso di operare.
Occlusioni venose retiniche Misura l’edema che consegue all’ostruzione di un vaso e ne segue la risposta al trattamento, controllo dopo controllo.

Domande frequenti

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