
PRK
📍 Clinica Vista Vision, Borgo Wührer 129 👁️ Correzione di miopia, ipermetropia ed astigmatismo


La PRK è la tecnica di chirurgia refrattiva con la storia più lunga ed è ancora oggi la prima scelta in due situazioni precise:
- Cornea sottile: condizione che potrebbe controindicare una femto-LASIK in sicurezza
- Sport o attività a rischio di traumi.
Quindi La PRK non è una tecnica di ripiego ma una valida opzione in molti casi in quanto, agendo più in superficie, risparmia tessuto corneale ed allo stesso tempo non crea alcuno sportello che possa dislocarsi. In cambio però richiede pazienza, perché il recupero è più lento ed i primi 2-3 giorni sono fastidiosi. È un compromesso che però può estendere le indicazioni alla chirurgia refrattiva in occhi in cui le altre tecniche sono controindicate.
L’intervento in breve
Di seguito troverai un breve riassunto di quella che è la PRK con i dati essenziali dell’intervento. Ogni punto è ripreso nel dettaglio più sotto.
L’intervento in breve
- Durata
- pochi minuti, per entrambi gli occhi
- Anestesia
- topica, con gocce di collirio
- Ricovero
- non previsto, si torna a casa dopo poche ore
- Dolore
- presente nei primi 1-2 giorni, controllabile con paracetamolo
- Punti di sutura
- nessuno; si applica una lente a contatto terapeutica
- Lente a contatto
- rimossa dopo 3-5 giorni
- Entrambi gli occhi
- nella stessa seduta
- Recupero visivo
- 80% dopo una settimana, completo in 1-3 mesi
- Dove
- Clinica Vista Vision, Brescia
- L'intervento in breve
- Chi può sottoporsi all'intervento?
- Quali sono le controindicazioni?
- Preparazione all'intervento
- Procedura
- Decorso post-operatorio
- Terapia post-operatoria
- Vantaggi della PRK
- Svantaggi della PRK
- Trans-PRK
- Quanto costa la PRK?
- Prenota ora la tua visita oculistica
- La parola ai pazienti
- Domande frequenti
Chi può sottoporsi all’intervento?
Ovviamente, come per tutti gli interventi chirurgici, non tutti possono sottoporsi ad un intervento di chirurgia refrattiva. Per questo motivo esistono dei criteri di selezione per il paziente:
- Miopia: la PRK è indicata fino a difetti di -6.00 diottrie, oltre questo valore aumentano sia il rischio di haze corneale che il rischio di regressione, ossia quello di andare incontro negli anni ad una perdita parziale o totale dell’effetto terapeutico
- Ipermetropia: in questo caso il limite scende a difetti non superiori a +3.00 diottrie, valore oltre il quale il rischio di regressione è molto elevato. Inoltre per valori troppo elevati di ipermetropia l’effetto del laser diventa meno prevedibile e quindi si riduce anche la possibilità di correggere interamente il difetto di vista
- Astigmatismo: fino ad un valore di circa 3.00 diottrie
- Cornea sottile: la PRK può essere eseguita anche in caso di cornee relativamente sottili. Uno dei principali limiti di altre tecniche chirurgiche più moderne, come la femto-LASIK, è che per essere eseguite in sicurezza richiedono uno spessore corneale sufficiente. Non tutti i pazienti però rispettano questo requisito, quindi in questi casi la chirurgia refrattiva può comunque essere eseguita, cambiando però tecnica chirurgica e proponendo la PRK
- Pazienti ad alto rischio di traumi oculari: la PRK è l’opzione più sicura nei pazienti a rischio di traumi oculari, come ad esempio rugbisti, pugili o militari. Questo è un altro elemento da considerare e che potrebbe controindicare un intervento di femto-LASIK dal momento che qualsiasi trauma potrebbe portare ad un dislocamento del lembo creato, cosa che invece non avviene con la PRK.
Quali sono le controindicazioni?
I principali elementi che possono controindicare un intervento di PRK sono:
- Cornea molto sottile: sebbene la PRK possa essere utilizzata in pazienti con una cornea sottile e che non sono candidabili per un intervento di femto-LASIK esistono comunque dei limiti di sicurezza che non possono essere superati. In particolare il chirurgo deve calcolare uno spessore corneale residuo, dopo il trattamento, di almeno 450µm. Se non è possibile garantire questo margine di sicurezza si deve optare per un’altra tipologia di intervento, come l’impianto di lenti fachiche, che non agisce a livello corneale
- Cheratocono: nella maggior parte dei casi, soprattutto nelle fasi iniziali, questa è una patologia del tutto asintomatica ma che può essere facilmente diagnosticata durante la valutazione preoperatoria che viene sempre effettuata prima di proporre un intervento di chirurgia refrattiva
- Occhio secco severo: questa ad oggi rappresenta una controindicazione relativa in quanto sono rari i casi di sindrome da occhio secco che non rispondono alla terapia medica. Come in tutti gli interventi di chirurgia oculare i primi mesi dopo l’intervento il paziente potrà registrare un lieve peggioramento della sintomatologia tipica dell’occhio secco, che potrà facilmente essere controllata con la terapia medica
- Patologie autoimmuni: in particolare tutte le patologie del collagene, come la tendenza a sviluppare cheloidi cutanei, in quanto potrebbero interferire con il processo di guarigione corneale.
Preparazione all’intervento
La settimana prima dell’intervento il paziente dovrà sospendere l’utilizzo delle lenti a contatto e dovrà fare una profilassi antibiotica per ridurre al minimo il rischio di infezioni. Inoltre è sempre consigliabile preparare la superficie oculare utilizzando una lacrima artificiale in modo da minimizzare il fastidio post-operatorio.
Procedura
Il paziente viene fatto accomodare sul lettino operatorio dove viene preparato il campo sterile e si posiziona poi un telino intorno agli occhi. Successivamente si procede alla disinfezione della cute e delle ciglia ed infine all’anestesia, che verrà effettuata mediante un collirio anestetico.
Il chirurgo prepara la superficie da trattare rimuovendo l’epitelio corneale, ossia il primo strato che ricopre la cornea, mediante una piccola spatola.
A questo punto viene chiesto al paziente di fissare una luce, posizionata sul microscopio operatorio, mentre il laser ad eccimeri modella lo stroma corneale, correggendo il difetto refrattivo. La durata del trattamento laser è di circa 5-10 secondi e varia in base all’entità del difetto di vista da correggere.
Una volta terminato il trattamento verrà posizionata una lente a contatto terapeutica, da mantenere per alcuni giorni, che ridurrà il dolore post-operatorio e favorirà la ricrescita dell’epitelio corneale, che solitamente avviene dopo 3-5 giorni.
Decorso post-operatorio
I primi giorni dopo l’intervento il paziente potrà avvertire dolore e fotofobia, che possono essere tranquillamente controllati con banali antidolorifici, come ad esempio il Paracetamolo. Dopo 3-5 giorni verrà rimossa la lente a contatto ed il paziente non avvertirà più nessun sintomo.
Durante il primo mese le fluttuazioni visive sono comuni, in quanto il nuovo epitelio corneale deve assestarsi ed il recupero visivo completo avverrà dopo circa 1-3 mesi, anche se già dopo una settimana il paziente avverte un sensibile miglioramento della visione.
Terapia post-operatoria
La terapia che il paziente dovrà seguire dopo l’intervento si basa fondamentalmente sull’utilizzo di alcuni colliri, in particolare:
- Antibiotici topici: questo è fondamentale per prevenire sovrainfezioni, dal momento che la ferita chirurgica ha creato una via d’ingresso per eventuali patogeni, e dovrà essere proseguito per una settimana
- Corticosteroidi topici: questi sono indispensabili per una corretta guarigione della ferita prevenendo la formazione di haze corneale e riducendo il rischio di regressione. Il loro utilizzo deve essere prolungato per alcuni mesi, nel corso dei quali vengono scalati progressivamente
- Lacrime artificiali: queste sono fondamentali per la lubrificazione della superficie oculare, la riduzione del fastidio post-operatorio ed il miglioramento della qualità visiva.
Vantaggi della PRK
I vantaggi di questa tecnica sono principalmente:
- Maggiore stabilità biomeccanica: con la PRK il laser va ad agire nella parte anteriore della cornea, risparmiando tessuto, in quanto l’ablazione, ossia l’asportazione di stroma corneale, è molto più superficiale. Per questo motivo la PRK rimane ancora oggi la prima scelta in caso di pazienti con cornea sottile
- Minore rischio di ectasia: se paragonata alla femto-LASIK.
Svantaggi della PRK
Gli svantaggi principali di questa tecnica, rispetto alle altre tecniche, sono:
- Dolore post-operatorio: sebbene l’intervento chirurgico sia completamente indolore, una volta terminato l’effetto dell’anestetico, il paziente può avvertire dolore, sensazione di sabbia negli occhi, iperlacrimazione ed intenso fastidio per la luce. Questi sintomi sono però transitori e tendono a risolversi dopo 1-2 giorni dall’intervento. Il motivo di questa sintomatologia così fastidiosa è legato semplicemente al fatto che per poter applicare il laser è stato necessario rimuovere l’epitelio corneale, creando una sorta di “ferita”, che nel giro di pochi giorni si rimarginerà
- Recupero visivo lento: se paragonata ad altre tecniche la PRK è una tecnica che richiede pazienza da parte del paziente. Questo perché l’epitelio quando ricresce ha bisogno di alcune settimane per regolarizzare perfettamente la superficie corneale. Dopo una settimana il paziente avrà già recuperato l’80% della funzione visiva ma per vedere il risultato definitivo sarà necessario attendere 1-3 mesi, tempo dopo il quale il paziente potrà sperimentare la sua nuova visione definitiva
- Rischio di cicatrici corneali: questa è un’evenienza abbastanza rara che tendenzialmente non altera la qualità visiva del paziente. In realtà non si tratta di vere e proprie cicatrici ma di piccole opacità corneali, definite “haze”, che in inglese significa “foschia”. Il rischio di haze aumenta drasticamente in alcune situazioni, come ad esempio difetti di vista elevati, soprattutto l’ipermetropia, o in caso di anamnesi positiva per cheloidi
- Rischio di regressione: soprattutto in caso di difetti elevati, in particolare l’ipermetropia.
Trans-PRK
Nella PRK tradizionale l’epitelio corneale viene rimosso meccanicamente con una piccola spatola. Nella Trans-PRK questo passaggio non esiste ma è lo stesso laser ad eccimeri a rimuovere epitelio e stroma in un’unica sequenza, senza che nessuno strumento tocchi l’occhio. Per questo motivo viene chiamata anche tecnica “no-touch”.
Il vantaggio non è il risultato refrattivo, che è sovrapponibile, ma il decorso post-operatorio. La superficie rimossa è più regolare e più piccola, l’epitelio si richiude prima e nella maggior parte dei casi il fastidio dei primi giorni è più contenuto rispetto alla PRK tradizionale.
Quale delle due varianti sia indicata nel tuo caso dipende dalle caratteristiche della tua cornea e dalla piattaforma laser utilizzata, limiti, terapia post-operatoria e tempi di recupero sono uguali a quelli della PRK.
Quanto costa la PRK?
La PRK è una prestazione interamente privata e non è prevista dal Servizio Sanitario Nazionale. I costi partono da 2.400€ per entrambi gli occhi e la quota comprende la valutazione preoperatoria completa, l’intervento ed i controlli post-operatori.
La PRK costa meno della femto-LASIK per una ragione tecnica in quanto breve l’utilizzo di un solo laser, ossia del laser ad eccimeri, mentre la femto-LASIK aggiunge il laser a femtosecondi per creare il flap. La differenza di prezzo riflette questo, non una differenza di qualità del risultato.
Il preventivo definitivo ti viene consegnato in forma scritta al termine della valutazione, perché la tecnica indicata nel tuo caso la stabiliscono le caratteristiche del tuo occhio, come spessore corneale, entità del difetto, topografia corneale e stato della superficie oculare.
La PRK è solo una delle tecniche di chirurgia refrattiva che eseguo. Se non sai ancora quale sia adatta al tuo caso, nella pagina dedicata trovi il confronto tra tutte le tecniche per comprendere i criteri con cui si sceglie.
→ Confronta le tecniche di chirurgia refrattiva
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