Visita oculistica patente

Visita oculistica per la patente

Visita oculistica patente

Quasi tutti scoprono di non avere una capacità visiva sufficiente per la guida proprio il giorno del rinnovo, davanti al medico che deve esprimere il giudizio e questo è il momento peggiore per accorgersene, in quanto non c’è più tempo per correggere un difetto visivo o approfondire un problema.

Arrivare alla visita sapendo già qual è la propria situazione visiva può fare la differenza. Nella maggior parte dei casi si tratta semplicemente di aggiornare la correzione per recuperare i decimi mancanti. Quando invece esiste una patologia o un problema visivo già noto, presentarsi con una relazione oculistica e gli esami più recenti consente di avere un quadro completo e, quando possibile, di concludere la valutazione senza dover rimandare il giudizio.

Quanti “decimi” servono per la patente?

I requisiti sono fissati dall’Allegato III del Decreto legislativo 59/2011, che ha recepito le direttive europee sulla patente di guida. La norma distingue due gruppi di conducenti:

  • Gruppo 1: patenti AM, A1, A2, A, B1, B e BE, cioè motocicli ed automobili. Serve un’acuità visiva binoculare complessiva di almeno 7/10, che si ottiene sommando i decimi dei due occhi, purché l’occhio che vede peggio non sia sotto i 2/10. La correzione con occhiali o lenti a contatto è ammessa, a condizione che sia ben tollerata. Contrariamente a quanto quasi tutti credono, non servono 10/10
  • Gruppo 2: patenti C, C1, CE, C1E, D, D1, DE, D1E e le abilitazioni professionali KA e KB. Qui i requisiti sono più severi e non si sommano. Servono almeno 8/10 nell’occhio migliore ed almeno 4/10 nell’occhio peggiore. Se per raggiungerli servono occhiali, la potenza delle lenti non può superare le 8 diottrie di equivalente sferico, mentre con le lenti a contatto questo limite non si applica.

Come funziona per chi vede da un occhio solo?

Per il Gruppo 1 è richiesta un’acutezza visiva di almeno 8/10 nell’occhio funzionante, dopo un adeguato periodo di adattamento e con il parere dello specialista. Per il Gruppo 2 la visione monoculare è incompatibile con il rilascio.

I requisiti visivi per la patente

Gruppo 1

Patenti AM, A1, A2, A, B1, B, BE — motocicli e automobili

Acuità visiva complessiva, sommando i due occhi
7/10
Occhio che vede peggio, minimo
2/10
Campo visivo orizzontale, minimo
120°
Se si vede da un occhio solo
8/10

Gruppo 2

Patenti C, C1, CE, C1E, D, D1, DE, D1E e abilitazioni KA e KB

Occhio migliore, minimo
8/10
Occhio peggiore, minimo
4/10
Campo visivo orizzontale, minimo
160°
Visione da un occhio solo
no

I valori possono essere raggiunti con occhiali o lenti a contatto, purché la correzione sia ben tollerata. Per il Gruppo 2 gli occhiali non possono superare le 8 diottrie di equivalente sferico; con le lenti a contatto questo limite non si applica. Requisiti stabiliti dall’Allegato III del D.Lgs. 59/2011.

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Non contano solo i decimi

Leggere le lettere sul tabellone è la parte più visibile della valutazione, ma non è l’unica, e non sempre è quella che crea problemi. La norma richiede che siano valutate anche altre funzioni.

  • Sensibilità al contrasto ed abbagliamento: un cristallino che sta iniziando ad opacizzarsi, come in caso di cataratta ad esempio, diffonde la luce dei fari ed allunga il tempo necessario a recuperare la visione dopo un abbagliamento, anche quando i decimi sono ancora nella norma. Chi guida al buio o in autostrada se ne accorge molto prima di quanto lo dica il tabellone. Sono misure che raramente vengono eseguite durante la visita per il rinnovo, ma che descrivono la capacità reale di guidare al buio molto meglio del tabellone (ottotipo)
  • Diplopia: ossia la visione doppia, anche intermittente o presente solo in alcune direzioni di sguardo, è incompatibile con la guida sicura e va sempre inquadrata prima del rinnovo.

Chi rilascia il certificato?

Questo è il punto su cui c’è più confusione e vale la pena chiarirlo. Il certificato di idoneità alla guida non lo rilascia l’oculista ma il medico monocratico, ossia il medico ASL, oppure, nei casi previsti, la Commissione Medica Locale.

  • Medico monocratico: nella grande maggioranza dei casi il certificato lo firma un medico singolo, che la norma chiama monocratico. L’articolo 119, comma 2 del Codice della Strada indica chi può esserlo, ossia il medico dell’ufficio medico-legale dell’ASL, il medico responsabile dei servizi di base del distretto, un medico militare in servizio permanente o in quiescenza, un medico della Polizia di Stato, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, un ispettore medico delle Ferrovie o del Ministero del Lavoro. Questo è il medico che si incontra in autoscuola o all’ASL ed è lui che misura la vista.
  • Commissione Medica Locale: la Commissione non è un medico singolo ma un organo collegiale nominato dalla Regione, che si integra con specialisti diversi a seconda del caso. Ha poteri che il medico monocratico non ha, infatti può concedere l’idoneità con limitazioni, come guida diurna, limiti di velocità o di percorrenza (che vengono poi annotati sulla patente), può ridurre la validità del documento, può richiedere una prova pratica di guida e può negare l’idoneità.

Quando si va in commissione?

L’articolo 119, comma 4 elenca i casi:

  • Mutilati e minorati fisici: anche quando la minorazione non è apparente
  • Dopo i 65 anni: se titolare di patenti per autocarri oltre 3,5 t, autotreni e autoarticolati fino a 20 t, macchine operatrici
  • Chi viene inviato dal prefetto o dalla Motorizzazione: come nei casi di revisione della patente
  • Dubbi sull’idoneità e sulla sicurezza della guida: insorti durante la visita da parte del medico monocratico
  • Diabetici: per le patenti C, D, CE, DE, con un diabetologo che integra la commissione.

Chi ha più di 80 anni non deve andare in Commissione. Esisteva una norma che lo prevedeva ma è stata abrogata nel 2012. Oggi il rinnovo dopo gli 80 anni avviene ogni due anni davanti al medico monocratico, come per tutti gli altri.

I diabetici con patente A, B o BE non vanno in Commissione. Per loro l’accertamento è affidato al medico specialista in diabetologia dell’ASL, che indica anche la scadenza del controllo successivo. Solo per le patenti professionali si passa dalla Commissione.

Quando serve la visita oculistica?

La visita oculistica non è obbligatoria per il rinnovo in quanto la misurazione della vista la esegue il medico che firma il certificato.

Diventa però decisiva in una situazione precisa. Se il medico rileva qualcosa che non lo convince e non ha elementi per valutarlo, l’unica strada che ha è inviare il paziente in Commissione Medica Locale. Se invece il paziente si presenta con una relazione oculistica completa e con gli esami strumentali già eseguiti, molto spesso quel dubbio si chiarisce in quella sede.

Le altre situazioni in cui la valutazione specialistica è indicata sono:

  • Presenza di una patologia oculare nota: glaucoma, maculopatia, retinopatia diabetica o cheratocono
  • Visione da un occhio solo: per documentare acuità e campo visivo dell’occhio funzionante
  • Dopo intervento di cataratta o chirurgia refrattiva: per aggiornare la certificazione ed eventualmente eliminare l’obbligo di lenti
  • In caso di diplopia o di patologie neuro-oftalmologiche
  • Quando alla visita precedente i requisiti non erano stati raggiunti
  • Quando è la Commissione stessa a richiedere la certificazione specialistica.

Quando è necessario eseguire il campo visivo?

L’esame del campo visivo non è un esame di routine per il rinnovo ma diventa necessario in caso di:

  • Glaucoma o ipertensione oculare: è la situazione più frequente in assoluto
  • Paziente monocolo: ossia che vede d un occhio solo
  • Patologie neurologiche o esiti di eventi cerebrovascolari
  • Fotocoagulazione panretinica estesa: che riduce la sensibilità periferica, come accade in caso di retinopatia diabetica avanzata
  • Patente del Gruppo 2: dove il requisito sale a 160°
  • Richiesta del medico monocratico o della Commissione.

Cosa succede se non si raggiungono i requisiti?

Nella grande maggioranza dei casi non succede niente di grave perché il problema è semplicemente una correzione non più adeguata, quindi basta aggiornare la prescrizione. Questo è lo scenario più frequente, soprattutto dopo i 50 anni.

Quando invece la correzione non basta, significa che potrebbe esserci una patologia sottostante da inquadrare, come una cataratta iniziale, una maculopatia o un difetto del campo visivo. In questi casi la visita per la patente diventa l’occasione in cui si scopre una patologia che era ancora asintomatica. Molte di queste condizioni, diagnosticate precocemente, hanno una prognosi favorevole.

Esiste infine la possibilità che l’idoneità venga concessa con limitazioni, come in caso di obbligo di lenti correttive, che compare sulla patente con il codice 01, oppure limitazioni alla guida notturna, alla velocità o al raggio di percorrenza. Sono decisioni che spettano al medico monocratico o alla Commissione, non all’oculista.

Ogni quanto si rinnova la patente?

Per le patenti del Gruppo 1 la scadenza dipende dall’età:

  • Ogni 10 anni: fino ai 50 anni
  • Ogni 5 anni: tra i 50 ed i 70 anni
  • Ogni 3 anni: tra i 70 e gli 80 anni
  • Ogni 2 anni: oltre gli 80 anni.

Gli intervalli si accorciano proprio nella fascia d’età in cui cataratta, glaucoma e maculopatia diventano frequenti. Non è un caso ma è il momento in cui un controllo oculistico regolare, indipendentemente dalla patente, ha più senso.

Come si svolge la visita oculistica per la patente?

La valutazione comprende la misurazione dell’acuità visiva naturale e corretta di ciascun occhio, l’esame della refrazione, la misurazione della pressione oculare, l’esame del segmento anteriore alla lampada a fessura e la valutazione del fondo oculare. Quando l’anamnesi o il quadro clinico lo richiedono si aggiunge l’esame del campo visivo computerizzato.

Al termine viene rilasciata una relazione con i valori misurati.

La visita ha un costo a partire da 120 €. Se è necessario il campo visivo, l’esame si aggiunge alla valutazione.

Hai dubbi su dove devi andare?

Nella grande maggioranza dei casi

Il certificato lo firma un medico singolo — il medico dell’ASL o quello che trovi in autoscuola. È lui che misura la vista. Non serve passare da nessuna commissione.

Si va in Commissione Medica Locale solo se
  • Sei mutilato o minorato fisicoanche quando la minorazione non è visibile
  • Hai più di 65 anni e guidi mezzi pesantiautocarri oltre 3,5 t, autotreni, autoarticolati, macchine operatrici
  • Ti manda il prefetto o la Motorizzazionecome nei casi di revisione della patente
  • Il medico che ti visita ha dei dubbiè l’unico caso che dipende da come ti presenti
  • Hai il diabete e una patente professionaleC, D, CE, DE: la commissione è integrata da un diabetologo
Non ci si va per
  • Avere il glaucomaconta il campo visivo, non la diagnosi
  • Avere una retinopatia diabeticacontano acuità visiva e campo visivo
  • Avere il cheratoconocontano i decimi raggiunti con occhiali o lenti a contatto
  • Avere più di 80 annila norma che lo prevedeva è stata abrogata nel 2012
Il diabete ha un percorso a parte

Con patente A, B o BE l’accertamento lo fa il diabetologo dell’ASL, non la commissione.

Con patenti C, D, CE o DE si passa dalla Commissione Medica Locale, integrata da un diabetologo.

Nessuna diagnosi, da sola, manda in commissione: ci manda il dubbio del medico che ti visita. Ed è l’unica variabile su cui puoi intervenire, arrivando con una relazione oculistica e con gli esami già eseguiti.

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