
FAQ – Domande frequenti sulla salute degli occhi
Ci sono domande che tornano in quasi ogni visita e che spesso il paziente non fa perché teme siano banali. Spesso però non lo sono, infatti dietro alla domanda “gli occhiali fanno peggiorare la vista?” c’è una convinzione diffusa che porta molte persone a non portarli.
Qui trovo spazio per le domande generali sulla salute degli occhi. Per quelle su un intervento o su una patologia specifica, le risposte sono sulle rispettive pagine.
Qual è la differenza tra oculista e ottico?
L’oculista è un medico chirurgo con specializzazione in oftalmologia che diagnostica le malattie degli occhi, prescrive terapie e opera. L’ottico è un tecnico abilitato a realizzare ed adattare occhiali sulla base di una prescrizione. L’optometrista misura la vista e valuta la funzione visiva ma non è un medico e non può formulare diagnosi né prescrivere farmaci.
Gli occhiali peggiorano la vista se portati sempre?
No, è un falso mito. Gli occhiali non peggiorano la vista, al contrario, permettono all’occhio di lavorare correttamente e riducono affaticamento e mal di testa. L’eventuale peggioramento della vista nel tempo è legato all’evoluzione naturale dei difetti visivi o all’età, non all’uso degli occhiali.
È normale che la vista peggiori con l’età?
Sì, con l’età possono verificarsi cambiamenti fisiologici della vista. Dopo i 40 anni compare spesso la presbiopia, mentre con l’avanzare dell’età possono insorgere patologie come cataratta o glaucoma. Controlli oculistici regolari permettono di distinguere i cambiamenti normali da quelli patologici.
Gli schermi rovinano la vista?
Negli adulti no, non esistono prove che l’uso di schermi danneggi le strutture dell’occhio o faccia aumentare il difetto visivo. Quello che provoca è un disturbo reale ma diverso, ossia l’affaticamento visivo digitale. Infatti davanti ad uno schermo la frequenza di ammiccamento si riduce, il film lacrimale evapora e compaiono bruciore, occhio secco e visione offuscata.
Nel bambino il discorso cambia. Non è lo schermo in sé, ma il tempo che sottrae all’attività all’aperto. La luce naturale ha un effetto protettivo documentato sulla progressione della miopia, e 2 ore al giorno fuori casa possono fare la differenza.
Quali sintomi richiedono una visita oculistica urgente?
È importante rivolgersi subito all’oculista in caso di calo visivo improvviso, dolore oculare intenso, lampi di luce, comparsa improvvisa di numerose mosche volanti, visione sdoppiata o aloni colorati attorno alle luci. Questi sintomi possono indicare patologie oculari acute che richiedono una valutazione tempestiva.
Strofinarsi gli occhi fa male?
Sì, più di quanto si pensi. Lo sfregamento ripetuto e vigoroso è un fattore di rischio riconosciuto per il cheratocono. Il trauma meccanico indebolisce progressivamente il collagene corneale e favorisce la deformazione della cornea ed il rischio riguarda soprattutto chi si sfrega intensamente e per anni, spesso perché soffre di allergie.
I difetti visivi e le malattie degli occhi sono ereditari?
In parte sì, ma con differenze importanti. La miopia ha una componente ereditaria marcata, infatti avere entrambi i genitori miopi aumenta in modo significativo la probabilità di diventarlo. Il glaucoma ha una familiarità ancora più rilevante dal punto di vista clinico, perché un parente di primo grado affetto moltiplica il rischio di svilupparlo. Anche cheratocono e maculopatia hanno una predisposizione familiare.
Gli integratori per gli occhi servono davvero?
Dipende dalla situazione. In un occhio sano non esiste alcuna prova che un integratore prevenga le malattie oculari o migliori la vista.
Esiste però un’eccezione documentata, nelle forme intermedie di degenerazione maculare legata all’età, una formulazione specifica di antiossidanti e zinco studiata negli studi AREDS riduce in modo significativo il rischio di progressione verso le forme avanzate. Non è un integratore generico da banco ma una composizione precisa.
Perchè la sera e di notte vedo peggio?
Al buio la pupilla si dilata e l’occhio comincia ad utilizzare anche la parte periferica della cornea e del cristallino, dove le imperfezioni ottiche sono maggiori. Un astigmatismo o una miopia lievi, poco evidenti di giorno, diventano percepibili.
Se il peggioramento è comparso di recente, però, la causa più frequente dopo i 60 anni è una cataratta iniziale. Il cristallino che comincia a opacizzarsi diffonde la luce dei fari, crea aloni ed allunga il tempo di recupero dopo l’abbagliamento.
Le lenti a contatto si possono tenere anche di notte?
Come regola no. Dormire con le lenti a contatto aumenta il rischio di cheratite infettiva, ossia di un’infezione della cornea che può lasciare una cicatrice permanente sull’asse visivo. La cornea durante il sonno riceve meno ossigeno e la lente a contatto riduce ulteriormente questo scambio.
La sensazione di corpo estraneo, l’arrossamento ed il dolore in un portatore di lenti non vanno mai gestiti in autonomia ma richiedono una valutazione oculistica urgente.
Cosa succede se non porto gli occhiali che mi sono stati prescritti?
Nell’adulto niente, l’occhio non peggiora perché la correzione non viene usata. Si convive però con affaticamento, mal di testa ed una qualità visiva inferiore a quella possibile e nella guida notturna il difetto non corretto pesa più di quanto si creda.
Nel bambino la questione è completamente diversa. Durante lo sviluppo visivo, che si completa entro i primi anni di vita, un difetto non corretto impedisce alla via visiva di maturare e può portare ad ambliopia. Nei bambini gli occhiali non servono solo a vedere meglio oggi ma servono a garantire un corretto sviluppo visivo.
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