

Cataratta
- Cosa è la cataratta?
- Vedi meno nitido e con gli aloni soprattutto la sera?
- Quali sono i sintomi della cataratta?
- Come si fa diagnosi di cataratta?
- Quando è il momento di operarsi?
- Come si tratta la cataratta ed in cosa consiste l'intervento?
- La cataratta può tornare?
- Quali sono le cause ed i fattori di rischio della cataratta?
- Quanti tipi di cataratta esistono?
- Anatomia, struttura e funzione del cristallino
- Quanto è frequente la cataratta?
- Domande frequenti
Cosa è la cataratta?
La cataratta è una delle patologie di più frequente riscontro in oculistica e non è altro che l’opacizzazione del cristallino, cioè quella lente naturale situata dietro l’iride che consente alle immagini di andare a fuoco sulla retina.
Il cristallino è una lente naturale, perfettamente trasparente, composta principalmente da proteine (66%) ed acqua (33%). Con l’avanzare dell’età queste proteine subiscono processi di ossidazione che compromettono progressivamente la naturale trasparenza del cristallino. Questo fenomeno avviene in modo graduale e determina una riduzione non solo della quantità ma soprattutto della qualità della visione.
La cataratta in breve
- Che cos’è
- l’opacizzazione progressiva del cristallino, la lente naturale dentro l’occhio
- Chi riguarda
- soprattutto dopo i 60 anni; compare prima nei diabetici, dopo terapie cortisoniche prolungate, dopo traumi e nei miopi elevati
- Come si manifesta
- vista annebbiata, abbagliamento con i fari, colori spenti, occhiali da cambiare spesso; non provoca dolore né arrossamento
- Come si conferma
- con la visita oculistica e l’esame alla lampada a fessura: non servono altri esami
- Si cura con i colliri?
- no, nessun farmaco la fa regredire; l’unico trattamento risolutivo è chirurgico
- Quando si opera
- quando il calo visivo limita le attività quotidiane, non quando è “matura”: aspettare troppo rende l’intervento più impegnativo
- L’intervento
- ambulatoriale, in anestesia con sole gocce, 15-20 minuti; il cristallino opaco viene sostituito con una lente intraoculare e si torna a casa lo stesso giorno
- Può tornare?
- no, ma può opacizzarsi la capsula che sostiene la lente: si risolve in pochi minuti con la capsulotomia YAG laser
Vedi meno nitido e con gli aloni soprattutto la sera?
Potrebbe trattarsi di cataratta. Una visita oculistica può diagnosticarla precocemente.
📍 Brescia – 📍Montichiari – 📍Lonato del Garda – 📍Manerbio
Quali sono i sintomi della cataratta?
La cataratta si manifesta con un progressivo calo della vista, sia in termini di quantità che di qualità. I sintomi più comuni sono:
- Offuscamento della vista: spesso il paziente lamenta una difficoltà nel discriminare i dettagli degli oggetti, come se guardasse attraverso un vetro appannato
- Abbagliamento ed aloni: soprattutto in ambienti con scarsa illuminazione o durante la guida notturna. La prima cosa che i pazienti notano è la visione di aloni e bagliori intorno alle luci mentre guidano
- Alterata percezione dei colori: i colori appaiono sbiaditi o tendenti al giallo, con difficoltà a distinguere tonalità simili, come se si guardasse attraverso una pellicola cinematografica ingiallita
- Diplopia monoculare: visione sdoppiata da un solo occhio, causata dalla distorsione dei raggi luminosi nel cristallino ormai opacizzato
- Miopia acquisita: spesso i pazienti notano un miglioramento della vista da vicino senza occhiali, ma con un marcato peggioramento della vista da lontano, soprattutto la sera. Per questo motivo i pazienti cominciano a non utilizzare più gli occhiali per guardare lo smartphone, usare il tablet o leggere una rivista. Questo non è legato ad un miglioramento del loro difetto visivo bensì ad un aumento della densità del cristallino.


Come si fa diagnosi di cataratta?
Sebbene i sintomi riferiti dal paziente siano spesso suggestivi, la diagnosi di cataratta richiede sempre una visita oculistica approfondita con esame alla lampada a fessura.
Quando è il momento di operarsi?
Non esiste un valore di acuità visiva al di sotto del quale la cataratta debba necessariamente essere operata, così come non è necessario attendere che diventi “matura”. Oggi l’indicazione all’intervento è soprattutto funzionale, ossia si opera quando la cataratta interferisce in modo significativo con la qualità della visione e con le attività quotidiane, come guidare, soprattutto di sera, leggere, lavorare al computer o svolgere le proprie attività abituali.
La decisione non dipende quindi soltanto da quanti decimi si vedono, ma dal rapporto tra il grado della cataratta, la qualità della visione e le esigenze visive della persona. La stessa cataratta può essere poco rilevante per chi conduce una vita sedentaria e diventare fortemente limitante per chi guida ogni giorno o svolge un lavoro che richiede una visione precisa.
Rimandare troppo l’intervento però può renderlo più complesso in quanto un cristallino molto duro richiede maggiore energia per essere frammentato.
Come si tratta la cataratta ed in cosa consiste l’intervento?
L’unico trattamento efficace per la cataratta è l’intervento chirurgico. Attualmente non esistono farmaci in grado di bloccare l’opacizzazione del cristallino.
In alcuni casi, nei pazienti con cataratta lieve e compromissione visiva limitata, possono essere adottate soluzioni temporanee come la modifica della prescrizione degli occhiali, ma i benefici sono limitati e svaniscono con la progressione della patologia.
L’intervento chirurgico è una procedura sicura, rapida ed altamente personalizzabile. Consiste nella rimozione del cristallino naturale, ormai opacizzato, e nella sua sostituzione con una lente intraoculare personalizzata (IOL) di materiale biocompatibile che durerà per tutta la vita. Oggi è possibile scegliere lenti premium che, oltre a sostituire il cristallino naturale, sono in grado di correggere tutti i difetti visivi preesistenti, come miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia, portando il paziente a raggiungere una vera e propria indipendenza dall’occhiale.
Questo è possibile grazie all’utilizzo di sofisticate lenti multifocali che rendono la chirurgia della cataratta una vera e propria chirurgia refrattiva dell’età avanzata, offrendo al paziente una visione nitida a tutte le distanze e libertà dagli occhiali nella maggior parte delle attività quotidiane.
Con oltre 650.000 interventi ogni anno in Italia, la chirurgia della cataratta è oggi una delle procedure più eseguite e affidabili al mondo, con alti tassi di successo e recupero visivo.


La cataratta può tornare?
Il cristallino rimosso durante l’intervento non può riformarsi, per questo la cataratta, in senso stretto, non può tornare. Quello che può accadere, anche a distanza di anni, è l’opacizzazione della sottile capsula che viene lasciata in sede per sostenere la lente intraoculare.
I sintomi possono essere molto simili a quelli della cataratta, come ad esempio vista progressivamente più annebbiata, maggiore sensibilità all’abbagliamento e colori meno brillanti. Il paziente può quindi avere la sensazione che la cataratta sia tornata o che l’intervento abbia perso il suo effetto. Da qui il termine, ormai entrato nell’uso comune, di “cataratta secondaria”, anche se tecnicamente non si tratta di una nuova cataratta.
Il trattamento della cataratta secondaria consiste nella capsulotomia YAG laser. Il laser crea un’apertura nella parte centrale della capsula opacizzata, vaporizzandola ed eliminando l’ostacolo al passaggio della luce. È una procedura ambulatoriale, rapida ed indolore, che non richiede incisioni né ricovero. Il recupero visivo è generalmente rapido e, quando l’opacizzazione capsulare è la causa del calo della vista, permette di recuperare la qualità visiva ottenuta dopo l’intervento di cataratta.
Quali sono le cause ed i fattori di rischio della cataratta?
Contrariamente a quanto si possa pensare esistono numerose cause all’origine dell’insorgenza della cataratta. Le principali sono:
- Invecchiamento: con il tempo il cristallino perde irreversibilmente elasticità (processo alla base della presbiopia) e trasparenza
- Esposizione ai raggi UV: anche la luce del sole partecipa all’invecchiamento del cristallino, proprio come avviene per il fotoinvecchiamento della pelle
- Diabete: questa patologia è caratterizzata da un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, responsabile di molte patologie a livello oculare, tra cui anche la cataratta. L’eccesso di glucosio favorisce la formazione di sostanze infiammatorie che danneggiano il cristallino. Non è infrequente infatti che i pazienti diabetici sviluppino cataratta anche molti anni prima rispetto ai coetanei sani
- Terapia cortisonica prolungata: l’utilizzo cronico di cortisone, per patologie infiammatorie come l’artrite reumatoide ad esempio, può accelerare lo sviluppo di cataratta
- Patologie oculari: esistono molte malattie dell’occhio che favoriscono o anticipano lo sviluppo di cataratta, come ad esempio la miopia, il glaucoma, le uveiti e la sindrome da pseudoesfoliazione (PEX)
- Traumi: in questi casi lo sviluppo di cataratta può avvenire anche nel giro di pochi giorni dal trauma. Spesso in caso di traumi, oltre alla cataratta, si può rilevare anche una lussazione del cristallino o lesioni all’iride, che possono talvolta limitare le possibilità di recupero visivo.
Infine, in rari casi la cataratta può comparire già nei primi anni di vita. In questo caso si parla di cataratta congenita e spesso è legata ad infezioni contratte dalla madre durante la gravidanza (come la toxoplasmosi) o a sindromi genetiche.
Quanti tipi di cataratta esistono?
La cataratta può essere classificata in base alla zona del cristallino coinvolta in:
- Cataratta corticale: interessa la parte esterna del cristallino (corteccia) e spesso causa aloni e disturbi nella visione periferica
- Cataratta nucleare: coinvolge il nucleo centrale ed è la forma più comune
- Cataratta sottocapsulare posteriore: si sviluppa sotto la capsula posteriore ed è comune nei diabetici o nei pazienti in terapia cortisonica.
Spesso queste forme coesistono, dando origine a cataratte miste, come ad esempio una cataratta corticonucleare. Questa classificazione aiuta l’oculista a pianificare l’intervento in modo personalizzato.
Anatomia, struttura e funzione del cristallino
Il cristallino è una lente biconvessa formata da tre principali componenti:
- Capsula (sacco capsulare): costituisce un vero e proprio sacco, ancorato all’iride, che avvolge interamente il nucleo del cristallino
- Corteccia: strato esterno, più morbido
- Nucleo: costituito da fibre concentriche organizzate come gli strati di una cipolla, che aumentano di densità e compattezza mano a mano che ci si avvicina al centro.
Quanto è frequente la cataratta?
La cataratta è la principale causa di cecità reversibile a livello mondiale, responsabile di circa il 50% dei casi secondo l’OMS. Si stima che ogni anno vengano diagnosticati 10 milioni di nuovi casi di cataratta clinicamente significativa.
