Stenosi congenita del dotto nasolacrimale

STENOSI CONGENITA DEL DOTTO NASOLACRIMALE

Le congiuntiviti ricorrenti nel neonato sono una delle principali cause di preoccupazione nei genitori. Occhi sempre lucidi, secrezioni frequenti e crosticine sulle ciglia vengono spesso interpretate come infezioni oculari ripetute.

In molti casi, però, non si tratta di una vera congiuntivite, ma di una condizione molto comune, la stenosi congenita del dotto nasolacrimale.

Riconoscerla precocemente è fondamentale per evitare terapie inutili e risolvere il problema in modo corretto.

Il tuo bambino lacrima spesso?

Potrebbe trattarsi di stenosi congenita del dotto nasolacrimale
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È la percentuale di neonati che soffrono di stenosi congenita del dotto nasolacrimale

Cosa è la stenosi congenita del dotto nasolacrimale?

La stenosi congenita del dotto nasolacrimale è una condizione presente dalla nascita in cui il canale che drena le lacrime dall’occhio al naso non è completamente aperto.

Nel neonato, la causa più frequente è la persistenza di una sottile membrana terminale che ostacola il deflusso lacrimale. Le lacrime ristagnano e favoriscono la comparsa di secrezioni, che imitano una congiuntivite.

Quanto è frequente?

La stenosi congenita del dotto nasolacrimale interessa fino al 5–10% dei neonati. Nella maggior parte dei casi è una condizione benigna e transitoria, con risoluzione spontanea entro il primo anno di vita.

Cause e fattori di rischio

La stenosi congenita del dotto nasolacrimale è causata da un’alterazione dello sviluppo del sistema di drenaggio delle lacrime durante la vita fetale.

È una condizione presente dalla nascita, non prevenibile e non legata ad infezioni o errori nella gestione del neonato.

La causa più frequente è la mancata apertura della membrana terminale del dotto nasolacrimale, che prende il nome di valvola di Hasner, situata nella sua porzione inferiore a livello del meato nasale inferiore.

In condizioni normali, questa membrana si apre spontaneamente alla nascita o nelle prime settimane di vita. Quando ciò non avviene, il deflusso delle lacrime risulta ostacolato, causando ristagno e secrezioni.

Sebbene possa comparire in qualsiasi neonato, la stenosi congenita del dotto nasolacrimale è più frequente in presenza di alcuni fattori predisponenti:

  • Prematurità: per immaturità dello sviluppo anatomico
  • Parto traumatico o prolungato: che può causare edema transitorio del dotto
  • Familiarità: con casi simili in fratelli o genitori
  • Anomalie cranio-facciali: anche lievi
  • Sindrome di Down: in cui le alterazioni anatomiche aumentano il rischio
  • Riniti o congestione nasale persistente: che possono peggiorare l’ostruzione funzionale

È importante sottolineare che nella maggior parte dei casi il neonato è sano, e la stenosi rappresenta un evento isolato.

Quali sono i sintomi e perchè viene confusa con una congiuntivite?

Molti bambini con stenosi del dotto nasolacrimale presentano:

  • Secrezioni mucose o mucopurulente
  • Occhi spesso appiccicati al risveglio
  • Lacrimazione continua (epifora)
  • Riacutizzazione dopo sospensione del collirio: come se fosse una apparente infezione.

A differenza della vera congiuntivite l’occhio non è intensamente arrossato, il problema è cronico o ricorrente e migliora temporaneamente con antibiotici ma non guarisce definitivamente.

Questo porta spesso a cicli ripetuti ed inutili di colliri antibiotici.

Come fare diagnosi?

La diagnosi è clinica e si basa su:

  • Anamnesi: i genitori riferiscono spesso lacrimazione persistente fin dalle prime settimane
  • Aspetto dell’occhio: che spesso appare “bianco”, escludendo quindi la congiuntivite
  • Presenza di secrezioni: senza segni infiammatori importanti.

Una visita oculistica pediatrica permette di distinguere rapidamente tra congiuntivite vera e stenosi del dotto nasolacrimale.

Come si tratta?

Il trattamento iniziale è conservativo e comprende:

  • Igiene oculare quotidiana: effettuando una delicata pulizia delle palpebre utilizzando garze sterili
  • Massaggio del sacco lacrimale: questa è una manovra semplice ma fondamentale che aumenta la pressione nel dotto lacrimale e favorisce l’apertura spontanea della membrana
  • Collirio antibiotico: indicato in caso di secrezione infetta.

Nel 90% dei casi la stenosi del dotto nasolacrimale si risolve spontaneamente entro i 9-12 mesi.

Quando è necessario l’intervento?

L’intervento prende il nome di sondaggio del dotto nasolacrimale e consiste nell’incanulare il dotto che drena le lacrime mediante un piccolo catetere, per sbloccarne la stesosi. Questo è indicato in caso di:

  • Persistenza della stenosi dopo 12 mesi
  • Infezioni ricorrenti (dacriocistiti).

L’intervento è rapido, sicuro ed altamente efficace nella maggior parte dei casi.

Quando rivolgersi all’oculista?

È consigliata una valutazione specialistica in caso di:

  • Lacrimazione continua
  • Congiuntiviti ricorrenti
  • Secrezioni frequenti
  • Episodi ricorrenti.

FAQS

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