
Ipermetropia
- Cos'è l'ipermetropia?
- Prevalenza e diffusione dell'ipermetropia
- Cause e fattori di rischio dell'ipermetropia
- Classificazione dell'ipermetropia, tipi e gradi di gravità
- Come si sviluppa l'ipermetropia?
- Sintomi che fanno sospettare l'ipermetropia
- Diagnosi dell'ipermetropia, come si scopre e quali esami fare
- Come correggere l'ipermetropia, occhiali, lenti e laser
- Complicanze dell'ipermetropia, cosa succede se non si corregge?
Cos’è l’ipermetropia?
L’ipermetropia è un difetto visivo in cui i raggi luminosi provenienti da oggetti lontani si mettono a fuoco dietro la retina, provocando una visione sfocata soprattutto da vicino, e nei casi più gravi, anche da lontano.
Nei neonati e nei bambini piccoli è spesso una condizione fisiologica, poiché il bulbo oculare è ancora in crescita e non ha raggiunto la lunghezza necessaria per mettere a fuoco correttamente sulla retina. Con lo sviluppo, nella maggior parte dei casi, l’occhio raggiunge le dimensioni corrette e la vista diventa nitida. Se però la crescita oculare non è sufficiente, l’ipermetropia può persistere in età adulta, rendendo necessaria una correzione visiva per garantire una messa a fuoco ottimale.
Prevalenza e diffusione dell’ipermetropia
L’ipermetropia è un difetto visivo diffuso in tutto il mondo ma la sua prevalenza varia in base ad età, etnia e fattori ambientali. È più comune nei bambini piccoli e negli anziani, mentre nei giovani adulti è meno frequente rispetto alla miopia.
La maggior parte dei neonati è fisiologicamente ipermetrope ma nella maggioranza dei casi il difetto si riduce con la crescita, dal 70% nei primi mesi di vita a circa il 10% a 6 anni. Con l’avanzare dell’età la riduzione dell’accomodazione fa emergere l’ipermetropia latente, interessando circa il 30% degli over 40 ed oltre il 50% degli over 65.
Cause e fattori di rischio dell’ipermetropia
Alcuni elementi possono aumentare la probabilità di sviluppare ipermetropia o di mantenerla anche in età adulta:
- Familiarità: l’ipermetropia ha una forte componente ereditaria, anche se solo uno dei genitori è ipermetrope
- Fattori ambientali: una ridotta esposizione a stimoli visivi da vicino nei primi anni di vita può influenzare lo sviluppo dell’occhio, che resterà più corto del normale
- Patologie sistemiche: alcune condizioni, come la sindrome di Down, sono associate ad ipermetropia elevata in circa il 75% dei casi, a causa di una lunghezza assiale ridotta.
Classificazione dell’ipermetropia, tipi e gradi di gravità
L’ipermetropia può essere classificata in base a quanto l’occhio riesce a compensare il difetto grazie all’accomodazione:
- Ipermetropia latente: il difetto è completamente compensato dall’accomodazione, quindi la vista è nitida ed il paziente può non avere sintomi. Si scopre solo con un esame in cicloplegia (gocce che rilassano il muscolo ciliare). È tipica di bambini e giovani adulti
- Ipermetropia manifesta: il difetto non è più compensato del tutto. La vista da vicino è sfocata e compaiono sintomi come mal di testa o affaticamento visivo. Può avvenire in caso di difetti elevati o con l’età, quando l’accomodazione si riduce
- Ipermetropia totale: rappresenta il difetto reale, rilevabile solo con cicloplegia.
L’ipermetropia si distingue anche in base all’età di insorgenza:
- Congenita: presente dalla nascita, con alto rischio di ambliopia (occhio pigro)
- Giovanile: diagnosticata in età scolare e spesso compensata dall’accomodazione
- Adulta: compare con la presbiopia, quando il muscolo ciliare perde elasticità.
Come si sviluppa l’ipermetropia?
L’ipermetropia può avere diverse cause legate alla struttura ed al funzionamento dell’occhio:
- Ipermetropia assile: la forma più frequente, dovuta ad un bulbo oculare troppo corto. Nei difetti lievi l’occhio compensa con l’accomodazione, aumentando la curvatura del cristallino. Con l’età o nei difetti elevati, questa compensazione si riduce, causando difficoltà visive prima da vicino e poi anche da lontano
- Ipermetropia refrattiva: l’occhio ha dimensioni normali ma la cornea è troppo piatta, riducendo il potere di messa a fuoco
- Ipermetropia d’indice: dovuta a cambiamenti del cristallino che ne alterano il potere refrattivo, come avviene nella cataratta
- Ipermetropia secondaria: può insorgere in modo acuto in seguito a patologie come la lussazione del cristallino o fenomeni essudativi della retina (corioretinopatia sierosa centrale).
Sintomi che fanno sospettare l’ipermetropia
All’inizio l’ipermetropia può passare inosservata perché l’occhio compensa il difetto grazie all’accomodazione. Con il tempo però questo sforzo costante provoca sintomi sempre più evidenti:
- Affaticamento visivo (astenopia): sensazione di peso agli occhi e stanchezza, soprattutto la sera o dopo attività prolungate da vicino. Possibile necessità di frequenti pause nella lettura, con parole che perdono nitidezza o brevi episodi di offuscamento visivo che si risolvono spontaneamente
- Cefalea: dolore o pesantezza frontale e temporale che tende a comparire regolarmente, soprattutto nelle ore serali, per via dello sforzo accomodativo
- Bruciore ed arrossamento oculare: spesso accompagnati da eccessiva lacrimazione poiché i nervi che regolano l’accomodazione influenzano anche la produzione lacrimale.
Dopo i 35-40 anni la capacità di accomodazione cala ed i sintomi peggiorano, portando ad una presbiopia precoce rispetto a chi non ha difetti visivi.
Diagnosi dell’ipermetropia, come si scopre e quali esami fare
La diagnosi di ipermetropia inizia con un’accurata anamnesi, per valutare i sintomi riportati dal paziente, e con un esame della refrazione, utile a misurare l’entità del difetto visivo.
Per ottenere una valutazione precisa, l’esame deve essere eseguito anche in cicloplegia, cioè dopo l’instillazione di colliri specifici che bloccano temporaneamente l’azione del muscolo ciliare. Questo passaggio è fondamentale per annullare l’accomodazione e rivelare il reale difetto refrattivo, che altrimenti l’occhio potrebbe compensare in parte mascherando l’ipermetropia.
Come correggere l’ipermetropia, occhiali, lenti e laser
L’ipermetropia si corregge riportando il fuoco dell’immagine sulla retina, così da ripristinare una visione chiara e confortevole.
Oggi esistono diverse soluzioni efficaci, personalizzate in base all’età, all’entità del difetto ed alle esigenze del paziente.
- Occhiali da vista: la soluzione più semplice e diffusa. Si utilizzano lenti positive che convergono i raggi luminosi fino a portarli a fuoco sulla retina
- Lenti a contatto: alternative comode e pratiche agli occhiali, permettono una visione nitida senza alterare l’aspetto estetico
- Chirurgia laser (PRK o LASIK): rimodellano la curvatura corneale per correggere in modo preciso il difetto
- Chirurgia con lenti intraoculari (ICL): una lente sottile ed invisibile, inserita all’interno dell’occhio senza rimuovere il cristallino naturale. Soluzione reversibile, indicata in difetti elevati o quando il laser non è consigliabile
- Sostituzione del cristallino trasparente (RLE): si sostituisce il cristallino naturale con una lente artificiale che corregge l’ipermetropia ed elimina anche la presbiopia. Ideale dai 45-50 anni in su, soprattutto se si vuole una soluzione definitiva.
Trattare l’ipermetropia non significa solo vedere meglio, vuol dire ridurre affaticamento, mal di testa e prevenire problemi futuri, migliorando la qualità di vita ogni giorno.
Complicanze dell’ipermetropia, cosa succede se non si corregge?
Se non corretta, l’ipermetropia può causare problemi visivi ed oculari anche importanti:
- Spasmo accomodativo (pseudomiopia): nei giovani, lo sforzo prolungato per mettere a fuoco può provocare un irrigidimento del muscolo ciliare, simulando una miopia temporanea con visione sfocata da lontano
- Strabismo accomodativo: soprattutto nei bambini, l’eccessivo lavoro di messa a fuoco può far deviare l’occhio verso l’interno, aumentando il rischio di ambliopia (occhio pigro) se non trattato subito
- Glaucoma ad angolo chiuso: negli ipermetropi l’angolo dell’occhio è più stretto, aumentando la possibilità di questa grave patologia. In casi a rischio, una semplice iridotomia laser preventiva può proteggere la vista.
